L’arpa di Paola Gregoric incanta il pubblico: eleganza e talento con la Camerata Strumentale Italiana

20.10.2025 – 14.52 – Paola Gregoric è nata a Trieste nel 2000, dove ha intrapreso lo studio dell’arpa all’età di sei anni. Nel 2022 ha conseguito il Diploma Accademico di Secondo Livello presso il Conservatorio di Musica “J. Tomadini” di Udine, ottenendo il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, sotto la guida della professoressa Patrizia Tassini. Attualmente frequenta il corso libero post laurea con la PhD Irina Zingg presso la Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” di Milano.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con prestigiose orchestre, tra cui l’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra del Teatro Lirico G. Verdi di Trieste, l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra De Sabata di Trieste, la FVG Orchestra, l’Accademia d’Archi Arrigoni, l’Orchestra Naonis, l’Orchestra San Marco di Pordenone, l’Amadeus Adriatic Orchestra e il gruppo Ventaglio d’Arpe.

Nel 2021 ha vinto l’audizione come prima arpa dell’Orchestra Giovanile Italiana (OGI) di Fiesole e per due anni consecutivi è stata selezionata tra i finalisti all’audizione per l’European Union Youth Orchestra (EUYO). Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali, ottenendo diversi riconoscimenti, tra cui una ventina di primi premi e primi premi assoluti.

La Camerata Strumentale Italiana è un’orchestra da camera fondata nel 1991 da un gruppo di musicisti riunitisi con l’obiettivo di promuovere e divulgare il repertorio cameristico del XX secolo, valorizzando in particolare gli autori italiani e contemporanei.

Il programma del concerto propone un percorso ricco e variegato attraverso stili ed epoche differenti. Si apre con la Sonata per piano in La maggiore, K. 208 di Domenico Scarlatti, un adagio cantabile di grande eleganza, seguito da Une châtelaine en sa tour, op. 110 di Gabriel Fauré, brano intriso di lirismo e raffinatezza francese. Si prosegue con Introduzione e variazioni su un tema della “Norma”, op. 36 di Elias Parish Alvars, un classico del repertorio arpistico ottocentesco che esalta le potenzialità virtuosistiche dello strumento.

A seguire la Sonatina for Harp di Sergiu Natra, articolata nei tre movimenti Allegretto semplice, Tempo giusto e Allegretto moderato ben ritmato, in cui modernità e tradizione si intrecciano con equilibrio. Il programma continua con la Fantasia in Re minore per piano, K. 397 di Wolfgang Amadeus Mozart, brano di grande intensità espressiva e libertà formale, e con la Pièce Symphonique en Trois épisodes di Henriette Renié, che si sviluppa nei movimenti Lamentoso – Marche funèbre, Appassionata e La pensée des espérances futures ne détruit pas la douleur, elle la transfigure, un capolavoro di introspezione e profondità emotiva.

A chiudere la serata, la Fantasia su un tema di Tchaikovsky di Ekaterina Walter-Kühne, un omaggio virtuosistico e appassionato che fonde sensibilità romantica e splendore tecnico.

[c.s.] [a.a.]

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