28.10.2025 – 12.53 – 3 basi, 200 specialisti e 1 nave, la rompighiaccio Laura Bassi. Ufficialmente al via la 41esima Spedizione di ricerca italiana in Antartide con protagonista, qual è tradizione da decenni, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste.
La missione, condotta nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), gestita dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e organizzata da ENEA, si impegnerà in diversi progetti.
Il primo passo è consistito nel riaprire la base costiera Mario Zucchelli, onde far spazio alla pista di atterraggio per i voli di trasporto del materiale. Il primo team arriverà invece intorno al 6 novembre, coinvolgendo 114 tra ricercatori e tecnici in diverse attività scientifiche, tra cui l’analisi dell’inquinamento, lo studio dei movimenti della crosta terrestre e ricerche di astronomia e astrofisica.
Le attività delle basi italiane
La base italo-francese Concordia verrà invece coinvolta, a inizio novembre, in 39 progetti di ricerca con 80 partecipanti; la base rimarrà popolata anche nei durissimi nove mesi dell’inverno polare, quando la temperatura s’inabissa a -80 gradi e non vi è contatto con l’esterno.
Anche quest’anno, a metà novembre, sarà aperto il campo di Little Dome C, a 35 chilometri da Concordia, per la stagione conclusiva del progetto internazionale ‘Beyond Epica Oldest Ice‘, cofinanziato dalla Commissione europea e coordinato dall’Istituto di scienze polari del Cnr (Cnr-Isp). Nel campo si svolgeranno le operazioni di perforazione della roccia sottostante la calotta glaciale antartica e di estrazione di repliche dei campioni, alcuni risalenti a 1,2 milioni di anni.
Il percorso della Laura Bassi
La nave Laura Bassi, già partita a inizio ottobre da Trieste, giungerà in Nuova Zelanda a metà novembre, passando attraverso il Canale di Panama. La nave salperà poi verso l’Antartide il 25 novembre, rimanendovi fino il 18 dicembre e ripartendo di nuovo a fine dicembre, onde effettuare un secondo progetto previsto fino a marzo 2026. La nave sarà protagonista di 5 progetti scientifici, col coinvolgimento di 28 ricercatori e un equipaggio di 23 tecnici.
“Le attività terranno impegnata la nave per più di 190 giorni”, spiega Franco Coren, direttore del Centro Gestione Infrastrutture Navali dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS.
“Grazie a un piano di ammodernamento e di manutenzione straordinaria supportato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, la nave intraprende la sua sesta missione in Antartide con un nuovo assetto tecnico che permetterà di migliorare le condizioni a bordo, sia per quanto riguarda gli aspetti quotidiani di permanenza a bordo sia per quello che riguarda l’attività di ricerca scientifica”.
[z.s.]


