19.08.2025 – 13:00 – Non solo un concorso di bellezza, Miss Trieste vuole anche ad essere un importante strumento di sensibilizzazione e impegno sociale, in particolare nella lotta contro la violenza di genere e la violenza sulle donne. L’organizzatore del concorso, Armando Casalino, porta avanti da anni questa battaglia, avendo collaborato con movimenti come le Femen Italia, e sottolinea quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione su questo tema, che non deve mai passare in sordina. Egli fa notare infatti che “se non se ne parla, sembra che il problema non esista”, mettendo in evidenza quanto sia fondamentale dare voce e visibilità a questa grave realtà sociale.
Il concorso, quindi, non si limita a celebrare l’estetica, ma valorizza donne consapevoli di sé stesse e con un carattere forte, capaci di affrontare le sfide della vita con energia. Come spiega Casalino, è cruciale che i giovani, soprattutto nella delicata fase dell’adolescenza, vengano educati al rispetto e all’uguaglianza, diventando essi stessi ambasciatori di questi valori. “Partendo dal bullismo, che è precursore di questo genere di violenza, bisogna andare avanti nella difesa dei diritti – afferma – un commento pensante per strada non è solo un commento, ma è una violenza perché è una mancanza di rispetto nei riguardi di una persona. Si parte da cose piccole e poi i problemi si ingigantiscono”.
Già nell’edizione precedente si era voluto sensibilizzare il tema della “Lotta alla violenza” – sulle donne, sui minori e su tutti gli indifesi – e una delle serate organizzate era stata il “Night Party Fashion Show”, occasione in cui le candidate avevano sfilato indossando un choker con una rosa rossa. La serata finale di Miss Trieste 2024 è anche stata il palco per presentare la campagna “Segnale Rosso”, da parte di Judith De Oliveira e Vanessa Lapolli Medeiros. Movimento nato in America Latina e diffusosi in Europa, questo offre alle vittime di violenza domestica un modo discreto e sicuro per chiedere aiuto tramite un segno rosso fatto sulla mano. Questa semplice ma potente azione permette alle donne di segnalare situazioni di abuso senza esporsi a rischi immediati, e durante la pandemia è stata ampliata la rete di supporto coinvolgendo farmacie e altri luoghi pubblici considerati “punti sicuri”.
Ambasciatrice del “Segnale Rosso” è stata Luiza Brunet, modella e attivista brasiliana, che si è fatta madrina della campagna anche condividendo la sua storia personale di abuso per rompere il silenzio e ispirare altre donne a combattere per i propri diritti.
Proseguendo su questa linea, Miss Trieste 2025 non vuole limitarsi a premiare una bellezza superficiale, ma intende mettere in luce donne che sappiano farsi portavoce di un messaggio più profondo. In un’epoca in cui la violenza di genere resta un problema complesso e radicato, il concorso diventa un’occasione concreta per riflettere, per far emergere storie, esperienze e consapevolezze. È importante che, dietro l’immagine di Miss, ci sia la forza di chi si fa carico di temi difficili, a partire dall’educazione al rispetto nelle nuove generazioni. Solo così si può sperare di incidere davvero, partendo da chi rappresenterà il volto di Trieste nel futuro.
[a.c.]


