06.08.25 – 17:00 – “Calo demografico, famiglie in difficoltà, fuga di giovani, disparità di genere su occupazione e salari: temi su cui il Friuli Venezia Giulia sconta ritardi preoccupanti con impatti già evidenti. Serve una svolta sistemica, che parta dalla definizione dei livelli essenziali dei servizi e dal ruolo dei Comuni, attraverso gli Ambiti, nella costruzione dei Piani territoriali per le famiglie, supportati da un’apposita Agenzia regionale.”
Così la consigliera regionale Manuela Celotti (PD), nel presentare a Udine la proposta di legge “Nuovo welfare FVG per le famiglie”, insieme al capogruppo Diego Moretti, al sociologo Paolo Molinari, all’urbanista Maurizio Ionico e all’ex assessore regionale Gianni Torrenti.
“È una proposta aperta, frutto del confronto con le parti sociali e il Partito Democratico – spiegano Celotti e Moretti – su cui intendiamo continuare il dialogo prima del deposito in Consiglio regionale.”
I dati alla base della proposta:
- 6 bambini su 10 non trovano posto all’asilo nido
- Occupazione femminile inferiore a quella maschile di 10 punti percentuali
- Divario salariale annuo fino a 10.000 euro
- Le donne si occupano dei carichi familiari 2 mesi in più all’anno rispetto agli uomini
- Fuga annuale di 2.000–3.000 giovani, senza flussi di rientro
“Tutto ciò – evidenzia Celotti – mette in discussione la sostenibilità del sistema sociale e produttivo, come sottolineano da tempo anche le rappresentanze economiche.”
Le misure principali previste:
- Piano straordinario da 180 milioni per ampliare e uniformare i servizi alle famiglie (asili nido, centri estivi, orari scolastici prolungati)
- Obiettivo: copertura universale e gratuità
- Gestione affidata ai Comuni, tramite piani territoriali e coinvolgimento di Terzo Settore e imprese
- Contributo mensile di 200 euro per ogni figlio da 0 a 3 anni
- Carta “Benvenuti FVG” per chi trasferisce la residenza in regione
- Azzeramento dell’addizionale Irpef regionale per gli under 35
- Incentivi alle aziende che promuovono servizi di conciliazione e welfare aziendale
“Questa proposta – aggiunge Celotti – è un primo passo verso la revisione coraggiosa delle politiche regionali. Dovrà integrarsi con un Piano industriale moderno, politiche su giovani, immigrazione, casa. Serve un nuovo patto sociale con tessuto produttivo, sindacati e Terzo settore.”
“Ognuno deve fare la sua parte – conclude – anche migliorando le condizioni di lavoro, a partire dai salari, e investendo in innovazione per rendere attrattivo il Friuli Venezia Giulia. Ma alla Regione spetta il compito di avviare il cambiamento.”
[e.e.]


