04.07.25 – 16:10 – Una rivoluzione digitale che sa anche di rivoluzione creativa. E’ infatti già da tempo che l’AI viene assoldata per generare melodie e brani musicali, tanto che il pubblico stenta a distinguere le canzoni ‘digitali‘ da quelle create da mano umana.
Il presente è (anche) questo, un mondo in cui un algoritmo è in grado di produrre anch’esso della musica, e molto spesso ciò può rappresenta un supporto non indifferente per chi, come Thomas Zuin – in arte Thozu – non può contare sulla presenza di una band in carne ed ossa.
L’artista, di professione osteopata ma da sempre attratto dall’universo musicale ed artistico nelle sue varie forme, ha realizzato ben due album – disponibili sulle usuali piattaforme online di ascolto – sfruttando a sua favore l’Intelligenza Artificiale.
Al suo talento nel comporre testi, ha quindi pensato di affiancare un accompagnamento musicale ‘digital made‘, modellando l’AI in un strumento – in questo caso musicale – davvero efficace ed esattamente come egli richiedeva.
“E’ come avere un complesso a disposizione, puoi richiedere tutte le versioni che desideri finché non ottieni il risultato a cui ambisci, situazione che, se vissuta da esseri umani, può diventare presto snervante e non collaborativa – spiega Thozu – Dal canto mio, mi focalizzo sul testo e sulle parole. Con l’AI sono però riuscito a realizzare ciò che mai avrei fatto senza di essa”.
Ecco dunque che nascono ‘Appunti di Viaggio in Ordine Sparso’ (2024) e ‘Periodo di Rivoluzione’ (2025) rispettivamente di 14 e 13 brani. Il primo album raccoglie i pensieri e le riflessioni emerse durante un viaggio in sella alla sua moto con sua figlia per i paesaggi olandesi, il secondo invece tratta del tema della ‘rivoluzione’ intesa a seconda delle diverse vicende di vita vissute da Thomas stesso. Una rivoluzione personale di crescita, interiore, emotiva e anche digitale.
Se il primo album è stato principalmente un esperimento artistico, il successivo è stato concepito in modo più attento e strutturato, in particolare per la stesura dei testi che si immergono in un sottofondo jazz. Tra questi, spicca il brano ‘La Città dei Matti‘, con cui il cantautore ha partecipato al Synthalia – AI Music Festival ottenendo il premio della critica. Ad esso si aggiunge la partecipazione al Future Frequences Contest con il brano ‘Fratture’.
“Con la canzone ‘Città dei Matti’ ho voluto raccontare tramite una voce femminile la rivoluzione Basagliana che contraddistingue la città di Trieste, poiché per dieci anni ho fatto parte de ‘Accademia della Follia ‘, il gruppo teatrale guidato da Claudio Misculin”, spiega Thozu.
Quella del nostro protagonista non è una semplice sperimentazione bensì un esempio concreto di come l’AI possa essere un pozzo infinito da cui attingere e scatenare la propria fantasia, in perfetta sintonia con la filosofia dell’artista. Una rivoluzione digital-musicale che non suona per nulla fredda o senza identità perché trasmette lo stesso il calore dei testi scritti a mano e l’ardore di chi – in sella a una moto o a un algoritmo – cerca sempre nuove vie per scoprirsi.
[e.s.]


