31.07.25 – 17:48 – «Un’iniziativa solidale, ma anche un atto di accusa – dichiara Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale –. Non è ammissibile che si continui a fare finta di nulla di fronte alla situazione intollerabile che ogni anno ci viene illustrata in Aula dalla Garante dei detenuti Burla. La sua ultima relazione è in gran parte la fotocopia di quella dell’anno precedente. E a proposito di fotocopie, il Comune non concede nemmeno l’accesso a una fotocopiatrice alla Garante per svolgere il suo incarico.»
«Per non parlare delle tante convenzioni per pene alternative che si sarebbero potute attivare e su cui il Comune è rimasto fermo. Dopo l’ondata di calore di giugno denunciata dall’avvocata Burla, abbiamo subito acquistato i ventilatori. Anche se le temperature sono momentaneamente scese, li consegniamo oggi per alleviare i prossimi picchi estivi.»
«La Regione non solo non agisce, ma rifiuta persino il confronto sul tema – aggiunge Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia – Civica FVG –. Un anno e mezzo fa avevamo richiesto un’audizione, sollecitata più volte. Mai ottenuto risposta. Nel frattempo sono morte due persone.»
«Abbiamo presentato progetti nella finanziaria di dicembre e nell’assestamento di luglio: aree verdi contro l’isola di calore e soluzioni abitative temporanee per chi esce dal carcere o può scontare pene alternative. Non servono nuove carceri, come nel piano governativo da 10.000 posti, ma meno persone in carcere.»
Nella stessa giornata, Massimo Moretuzzo, segretario del Patto per l’Autonomia e presidente del gruppo consiliare in Regione, ha partecipato all’inaugurazione del Polo Educativo Culturale e Formativo presso la Casa circondariale di Udine, in via Spalato.
«È fondamentale investire sul carattere rieducativo della pena, che non deve essere punitiva – afferma Moretuzzo –. Formazione e crescita personale aumentano le chance di reinserimento sociale e riducono le recidive. Ma è difficile operare con sovraffollamenti vicini al 200%.»
«Svuotare le carceri deve essere una priorità, anche per chi vi lavora: i suicidi nel personale penitenziario – uno anche nella nostra regione – raccontano una realtà drammatica» – conclude Moretuzzo.
[e.e.]


