20.06.2025 – 15.00 – I migranti in arrivo a Trieste sono leggermente diminuiti tra il 2024 e il 2025 ma aumentano quelli invisibili. Permane una disorganizzazione istituzionale nella gestione dei flussi e i lavori nell’ostello, deputato ad accoglierli, non sono stati realizzati. Sono questi, in sintesi, i tre argomenti messi in luce oggi dall’Ics, Consorzio italiano di solidarietà, in occasione della Giornata mondiale dei rifugiati. “Non è vero quello che viene spesso detto, cioè che siamo di fronte a una forte diminuzione degli arrivi, c’è una flessione intorno al 15-16% ma è difficile capire se sia una diminuzione o semplicemente una maggiore invisibilità del fenomeno – ha specificato Gianfranco Schiavone, responsabile dell’Ics – e se confrontiamo i nostri dati con quelli sloveni, questa tesi sembra essere prevalente. Non ci sono meno persone sulla rotta balcanica, ma le organizzazioni criminali sono molto più organizzate e il traffico è più veloce e invisibile”. Tra i dati resi noti oggi, nel 2023 i migranti intercettati a Trieste sono stati 16.052, diventati 13.419 nel 2024. Tra quest’ultimi 8.355 sono uomini soli, 2.218 sono minori stranieri non accompagnati, 422 sono nuclei familiari e 539 sono donne adulte sole. Da gennaio a maggio del 2025 sono stati intercettati 2.971 migranti. Schiavone ha sottolineato anche il fatto che “c’è una disorganizzazione istituzionale drammatica, che fa sì le persone che devono accedere alle consuete procedure impieghino almeno una quindicina di giorni, durante i quali sono completamente abbandonati a sé stessi. Quindi ci sono in città – prosegue Schiavone – ma si vedono di meno, sono in molti altri spazi abbandonati, nell’ex Porto Vecchio“. L’ultima problematica rilevante secondo Schiavone è “la gestione dell’ostello, una struttura che avrebbe dovuto ospitarli e che continua ad essere precaria. I lavori necessari non sono stati minimamente fatti”.
[e.b.]


