Cabinovia, protesta in Piazza Unità mentre il Consiglio comunale discute del progetto. “Impianto inutile e costoso”

05.06.2025 – 9.00 – Fischietti, campanelli, interventi che si alternano al microfono, e poi slogan scanditi: “no all’ovovia”, “l’ovovia non serve” e “i triestini non vogliono l’ovovia”. È  la protesta dei cittadini che contestano la realizzazione dell’impianto, al quale partecipa un centinaio di persone. La manifestazione si è svolta nel tardo pomeriggio di ieri – 4 giugno – in piazza Unità d’Italia davanti al Comune mentre, nel palazzo, il Consiglio comunale ha avviato il dibattito proprio sulla ovovia, tema per il quale è stata programmata una tre giorni di discussione, in particolare sulla variante al Piano regolatore. Si andrà dunque avanti oggi e anche domani.  Per il momento, come per il passato, le posizioni di maggioranza e opposizione non sono concilianti. I manifestanti, con le bandiere azzurre del Comitato No ovovia, hanno più volte chiesto le dimissioni del sindaco, Roberto Dipiazza, sostenendo che l’impianto qualora venisse costruito, comporterebbe danni ambientali e costerebbe “enormi cifre a carico dei cittadini”. E poi ancora “No ovovia, Dipiazza vai via, anzi tutti devono andare via”, “hai solo il 21 per cento dei consensi, il resto ti è contro”, “serve il confronto senza vergogna con i cittadini ma la paura fa novanta”. Qualcuno grida “vergogna, state svendendo la città e la coprirete di debiti” e un altro al megafono tuona “Trieste non vuole l’ovovia, la volete solo voi. A chi serve? Al sindaco? All’ingegner Bernetti? A noi no”. Tutte voci di cittadini stanchi “di essere presi in giro, abbiate il buon senso di consultarci su scelte che dureranno per sempre”. Intanto nell’aula del Consiglio comunale la discussione andata in scena dalle 13,30 circa è stata più che infuocata. A parlare solo le opposizioni ma non sono mancati diverbi e scontri con i banchi della maggioranza. Il consigliere del Pd Francesco Russo ha puntato l’indice parlando di “divisioni nella stessa maggioranza, nemmeno su questa opera c’è un accordo. Una favola che sento raccontare spesso è che la conclusione dell’ovovia sarà a Montegrisa ma se non solo non avete i soldi nemmeno per completarla fino al quadrivio”.

Ed ancora “quella cosa lì serve solo a mascherare il vostro imbarazzo, si arriva nel nulla e non ha senso. È un’opera indifendibile”. In Aula qualcun altro parla di “atto di arroganza politica”. Al centro dei lavori la delibera sulla Variante 12. In ballo oltre trecento emendamenti, anche presentati dalla maggioranza. Ad assistere ai lavori numerosi membri del Comitato no ovovia capitanati da William Starc.   Intanto continuano ad arrivare domande alla pagina social “Quelli della cabinovia di Trieste”, ultima la seguente: “La cabinovia coprirà il Faro della Vittoria?” e viene risposto: “La cabinovia passerà a livello della base del Faro e quindi non coprendone la sua visuale né da terra né dal mare”. E ancora “i piloni in Porto Vecchio verranno mimetizzati o resteranno d’acciaio?”, “il progetto definitivo – si legge nella risposta – ha l’obiettivo di rendere i piloni in Porto Vecchio armonizzati con l’architettura esistente così da non diventare un corpo estraneo rispetto al progetto di riqualificazione in atto”. Alle considerazioni divulgate dal Comitato contrario all’opera si ribatte: “Ora si deve approvare una sola variante a livello operativo per la parte in salita, variante già adottata dal Consiglio comunale. Tutte le fasi di partecipazione previste dalla legge sono state ampiamente sviluppate nei diversi strumenti di pianificazione” e si ribadisce che “un comitato tecnico esterno al Comune ha definito la non assoggettabilità a referendum dell’opera sia in relazione al Pnrr che alla sua valenza sovracomunale”.

[e.b.]

 

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