Patrizia Castaldini è la nuova (e prima) procuratrice capo presso il Tribunale. Il caso Resinovich? “Le indagini saranno veloci e serie”

08.05.2025 – 13.45 – «Le indagini saranno fatte in modo veloce e serio, faremo chiarezza e tutto al momento opportuno». Lo ha detto la neo procuratrice capo di Trieste – la prima nella storia del Tribunale giuliano – Patrizia Castaldini, che si è insediata questa mattina nel corso di una breve cerimonia al Palazzo di giustizia, davanti al Collegio e al presidente della Sezione penale. Castaldini, 61 anni, di origini ferraresi, ha lavorato in passato in Calabria come pubblico ministero ed è stata Procuratore capo a Nuoro. Assediata dalla stampa locale, in merito al caso Resinovich ha aggiunto: «Comincerò a guardare le carte per farmi un’idea, sarà uno degli obiettivi prioritari in trattazione. Non vivo l’attenzione mediatica nazionale con pressione, bisogna fare le cose bene e farle con priorità senza essere subordinati ad un problema dei mass media» dunque, ha sottolineato, occorre «lavorare in modo sereno e veloce». Poi ha concluso: «Mi riservo di analizzare tutti gli atti, questo è uno dei fascicoli che avrà priorità di trattazione, di analisi e studio. Sono abituata a parlare leggendo gli atti, all’esito ne parleremo. Io credo e spero che ci sarà giustizia per Liliana». Per Trieste si tratta della terza nomina femminile nel giro di poco tempo: prima la Questora Lilia Fredella, poi la nuova rettrice Donata Vianelli e ora una procuratrice capo: «Sono molto orgogliosa anche di questo, molto felice perché le donne possono avere quell’elemento di sensibilità maggiore che in certe situazioni può essere la chiave di svolta». Incalzata sugli altri fronti caldi locali come quello della microcriminalità organizzata, Castaldini ha affermato: «Vedremo quali sono i punti più problematici a partire dalla competenza della dda», tutto quello che «può interessare una città di confine». Presente all’inaugurazione anche il Procuratore nazionale antimafia col quale «abbiamo già cominciato a vedere quali sono gli elementi su cui iniziare a lavorare».

Parlando di criminalità locale, invece, «dovremo far fronte pur essendo una città molto solida dal punto di vista del sentimento comune della legalità ma per la tutela della popolazione voglio intervenire prontamente». Secondo la neo procuratrice «il problema generale è quello delle fasce deboli, le violenze in ambito famigliare a cui sono molto sensibile e cercherò di potenziare il gruppo specializzato della procura, saranno di trattazione prioritaria». Castaldini ha parlato di «problema culturale di educazione in ambito famigliare che riguarda tutta Italia, quando la Procura arriva è già troppo tardi perché il fatto è stato commesso e il danno causato. Possiamo intervenire per individuare l’autore, bloccarlo con misure cautelari ma è un problema di natura culturale». Riguardo l’odioso fenomeno delle truffe agli anziani, invece «bisogna fare molta informazione, anche questo è un problema generale. Va spiegato agli anziani come comportarsi, di non fidarsi delle persone, cercare di individuare gli autori e intervenire». C’è anche la piaga a Trieste dei minori che delinquono in gruppo: «Il fenomeno – ha dichiarato Castaldini – è molto peggiorato. I giovani molto ragazzini commettono reati rilevanti anche con l’uso di armi, di coltelli. Quando arriviamo noi il danno è fatto. È un problema che richiede impegno in famiglia e a scuola. Bisogna favorire l’integrazione sul territorio, dare alternative di vita, una volta c’erano momenti di aggregazione a scuola o in oratorio che in qualche caso mancano». Ed infine la tossicodipendenza: «La droga purtroppo circola e anche qui ci sarà sforzo ulteriore da parte delle forze dell’ordine».

[e.b.]

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