La scelta dell’università preoccupa il 60% dei giovani, incertezze sul lavoro e pochi sostegni nell’orientamento

24.05.25 – 09:00 – Scegliere quale università frequentare può rivelarsi una decisione molto difficile da compiere. A prova di ciò, l’indagine condotta da Ugl-Luiss Business School pone in evidenza che il 60% dei giovani è preoccupato da tale scelta (due su tre) mentre il 63% si lascia guidare dal tipo di lavoro che vorrebbe svolgere in futuro.
L’analisi si è svolta su 500 ragazzi tra i 17 e i 20 anni che sono in procinto di intraprendere un percorso universitario, nel breve o lungo periodo, o che risultano già iscritti al primo o secondo anno di un ateneo.

Interessante notare inoltre che per il 68% degli intervistati le competenze informatiche risultano essere prioritarie nel mondo occupazionale. A ciò si aggiungono le discipline tecnologiche, le quali sono percepite sia dalle ragazze che dai ragazzi come le abilità più rilevanti nel mondo del lavoro: il 62% Medicina (che comprende Psicologia), il 62% Scienze, Farmacia e Biologia, il 54% Ingegneria.

Per il 63% del campione preso in esame è pressoché necessario continuare a formarsi anche dopo l’università, con il 60% che considera importante vivere esperienze all’estero.

Circa il 42% dei giovani reputa necessario conoscere direttamente il mondo del lavoro e le opportunità che esso può offrire, mentre per il 38% serve ottenere più informazioni sui lavori del futuro e il tipo di competenze richieste.

Altro dato da cogliere è che la preoccupazione pre-universitaria è del 68% nel Sud e nelle isole, mentre al Nord si ferma tra il 52 e 56%. Il timore deriva in parte dalla mancanza di un supporto affidabile nell’affrontare la decisione (meno del 20% ritiene il supporto familiare utile in tale contesto) accanto al bisogno di trovare un percorso di studi che sia più consono alle proprie esigenze e passioni. A tal proposito, l’alternanza scuola-lavoro e la possibilità di cambiare facilmente il percorso di studi universitari sono indicati come un sostegno utile dal 27% degli intervistati.

Secondo il segretario dell’Ugl, Paolo Capone, sarebbe auspicabile che nella scuola secondaria alcuni professori possano specializzarsi nel campo degli ‘Orientatori Professionali ed essere in grado di dare consapevolezza. “Il 30% degli interpellati dichiara di non essere consapevole dell’importanza della scelta universitaria che dovrà compiere per raggiungere il lavoro che vuole fare – spiega Capone – Noi dobbiamo dare a questo 30% gli strumenti necessari per recuperare questo gap e, se consideriamo che nel sud Italia questo dato sale al 38%, dobbiamo fare presto e bene”.

Nonostante l’impegno e il lavoro del Parlamento, della commissione Cultura alla Camera, e dell’utilizzo dei fondi Pnrr per l’orientamento, serve ancora un ulteriore sforzo per dare ai giovani la possibilità di confermare delle scelte nella vita universitaria che siano specifiche e non generali, specialmente nel centrosud del Paese.

[e.s.]

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