Immigrazione clandestina, anche la Slovenia proroga i controlli al confine

24.05.2025 – 07.01 – Continuano i controlli alle frontiere: non solo al confine con il Friuli Venezia Giulia, quanto tra Slovenia, Croazia e Ungheria. Seguendo la linea già adottata dal governo italiano, l’esecutivo sloveno ha scelto di estendere i controlli confinari con Croazia e Ungheria fino al prossimo 21 dicembre. Continuerà pertanto, per altri sei mesi, quella sospensione temporanea di Schengen che ormai perdura dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. A quei tempi, ormai più di un anno fa, la scusante adottata citava il rischio di infiltrazioni di elementi terroristi attraverso l’immigrazione clandestina; da qui la necessità di controlli al confine, sebbene in Italia la sospensione fosse stata anche presentata come una misura onde limitare l’immigrazione illegale dalla Rotta Balcanica. I controlli dovevano terminare il 21 giugno, tanto in Italia quanto in Slovenia; ora proseguiranno fino al 21 dicembre, quando si ripresenterà di nuovo la questione.
Allo stadio attuale in Slovenia nei primi 4 mesi gli attraversamenti illegali sono stati poco più di 5mila, il 60% in meno a confronto col 2024.

Il Ministro degli interni sloveno Boštjan Poklukar ha citato, tra i motivi, “l’acuirsi della crisi del Medio Oriente, la guerra russo-ucraina, il complicarsi della situazione nei Balcani occidentali e l’alto livello di minaccia terroristica nei paesi europei. I controlli, voglio rassicurare, verranno comunque eseguiti in modo da non recare disagio ai visitatori. In base agli accordi in vigore con Slovenia e Italia la sorveglianza alle frontiere non pregiudicherà la normale fluidità dei traffici alle frontiere per la popolazione residente nelle zone di confine e per i transfrontalieri”. Poklukar ha ricordato che “l’allerta per il livello terroristico rimane a livello medio”, citando il caso tragico avvenuto a Villaco.

I controlli confinari sono stati in questi anni oggetto di diverse critiche: infatti la Rotta Balcanica di solito prevede l’utilizzo non di auto, ma di persone che a piedi attraversano Slovenia e Croazia, come testimoniano i cumuli di rifiuti, specie vestiti, abbandonati agli angoli dei sentieri del Carso prima della discesa dall’altipiano in città. Ciò non di meno vi è stato un moderato successo nel rintraccio di passeur che contrabbandavano piccoli gruppi di clandestini tramite autoveicoli o camion. Inoltre i terroristi islamici attivi in Europa negli ultimi decenni erano quasi tutti immigrati di terza generazione, in larga parte persone radicalizzate online, ma di nascita e cittadinanza europea.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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