L’attenzione ai giovani e agli anziani. Una città da (ri)scoprire anche con la comunicazione diretta. Il Questore Lilia Fedrella si presenta a Trieste

01.04.2025 – 14.03 – Le vacanze passate al mare, un fratello ed una “santola” triestini, il padre del sud ma a lungo impegnato per lavoro all’ombra di San Giusto. C’è molto di Trieste nel sangue e nel retaggio emotivo di Lilia Fredella, il nuovo Questore insidiatosi nel capoluogo da pochi giorni e stamane presentato ufficialmente agli organi di informazione nel corso di un incontro allestito della sala Stampa della Questura. Nata a Venezia, cresciuta a Belluno, laureatasi in Giurisprudenza in Toscana, approdata alla Polizia di Stato nel 1990 maturando poi esperienze di rilievo a Palermo, nel campo delle indagini anti mafia, quindi le tappe in Liguria, a Venezia e in Lombardia, lavorando anche nel ramo della Polizia Scientifica e in casi da copertina, vedi l’uccisione di Yara Gambirasio.

Ora Trieste. Uno scalo che attende a breve i colori operativi ma che debutta intanto con quelli delle cartoline indelebili del cuore: “Mio fratello Raffaele è nato qui, ha frequentato il Nautico ed è divenuto poi Ingegnere del Team di “Luna Rossa”, mentre mio padre, un galantuomo del Sud – ha rievocato stamane il neo Questore nel corso dell’incontro con la stampa – e si è trasferito a Trieste per l’incarico di Presidente dell’ex Enpas e quando è morto – ha aggiunto profondamente commossa – ha voluto che le ceneri fossero sparse nel Golfo. Tornando al mio incarico, sono onorata veramente, anche perché raccolgo il testimone di un collega preparato che qui ha lavorato molto bene”.

Capitolo obiettivi e priorità. Qui le trame sono ancora da definire ma spuntano i primi “indizi” del nuovo percorso: “ Non ho ancora programmi ma di certo cercherò un grande contatto con la cittadinanza, il mio indirizzo mail della Questura del resto è ben visibile, sono pronta a dialogare con la città– ha assicurato il Questore di Trieste – e ci sono temi a me cari dove mi sono sempre prodigata, ovvero l’attenzione agli anziani e alle nuove generazioni. Dico questo anche sotto il profilo delle influenze delle moderne tecnologie, come le truffe perpetuate agli anziani e quanto commettono i ragazzi in rete”.
Il circo social sarà dunque scrutato da vicino da Lilia Fedrella in comunione con la Polizia Postale ma non sono mancati accenni, per altro lievi, su altri temi salienti come la Rotta Balcanica, i delitti di genere (“Qui alla base è un problema di cultura ma che non spetta alla Polizia di Stato”) e gli sviluppi del caso Resinovich. Decisa, attraente, capace di sorridere, ben dialogare e come detto, anche di regalare qualche lacrima in diretta al cospetto della stampa. Il nuovo corso del Questore di Trieste è iniziato. Già dalla comunicazione.

[f.c]

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