‘L’infanzia tra rischi e opportunità’, per Barbi ‘Manca educazione digitale’

09.04.2025 – 08.30 – È attualmente in corso un ciclo di conferenze organizzato dall’associazione InProspettiva sul tema de ‘L’infanzia tra rischi e opportunità‘: animato da esperti del settore e rivolto alla cittadinanza, con ingresso libero e gratuito, mira a fornire un valido aiuto in particolare a chi è genitore per la prima volta o a chi si approccia all’argomento dalla prospettiva di un amico, uno zio, un nonno. Senza citare i professionisti attivi nell’ambito, ad esempio nell’educazione.
Il primo incontro si era svolto il 3 aprile ed era incentrato sulle difficoltà presunte o reali dei bambini di oggi; il secondo, previsto per il prossimo 10 aprile, ore 17.30, nella sala Piccola Fenice in via San Francesco 5, avrà invece un carattere giuridico, incentrato sul sistema giurisdizionale della tutela minorile; dell’impatto delle esperienze sfavorevoli infantili sullo sviluppo psicofisico e dell’intervento dei servizi sociosanitari integrati; infine, della scuola inclusiva in teoria capace di accogliere e valorizzare le diversità, creando un senso di appartenenza e di comunità.
Sono previsti infatti interventi di specialisti del tema, rispettivamente Angela Gianelli, giudice presso il Tribunale per i Minorenni, Paolo Taverna, pedagogista, responsabile di P.O. della UOT 1 – area minori del Servizio Sociale del Comune, Maria Alessandra Carraro, psicologa e psicoterapeuta c/o i Consultori familiari ASUGI e Monica De Carolis, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Marco Polo; la moderazione spetterà come nel primo incontro ad Alfonso Di Leva, giornalista.

Ma quale differenza intercorre tra un argomento trattato oggi a confronto con mezzo secolo fa? “Cambia tantissimo – spiega Egidio Barbi, direttore del Dipartimento di Pediatria e direttore della Scuola di Specializzazione presso l’IRCCS Burlo Garofalo – i progressi compiuti negli ultimi cinquant’anni sono stati innumerevoli, tanto sotto il profilo economico, quanto sociale, tecnologico. Tutti gli indicatori lo sottolineano, dalla mortalità, morbidità, ecc ecc”.

In questo contesto tuttavia vi sono difetti a cui fare attenzione… “Gli aspetti negativi sono inferiori rispetto a quelli positivi; essenzialmente sono gli effetti collaterali della nostra società -spiega Barbi – In primis c’è l’obesità, il maggior rischio di isolamento sociale, con una comunità fatta di schermi e di contatti solo attraverso i social media e in generale una maggiore fragilità e un maggior rischio di sviluppo di patologie ‘da benessere’, come viene definito. In particolare l’adolescente viene molto danneggiato dall’isolamento, fa molto male al benessere psicologico. Naturalmente c’è anche un rischio legato ad un uso di una tecnologia non controllata, a partire dai cellulari”.

La colpa è dunque dell’infrastruttura, dei Social come Facebook, pertanto? “C’è la necessità di un uso cauto e condiviso dell’accesso a tutti i Social Media – avverte Barbi – Manca anche un’educazione alla qualità delle informazioni, a che cosa si apprende. Un tempo il genitore si sedeva accanto al figlio, quando questi guardava la televisione, pertanto mediava e spiegava quanto vedeva. Oggigiorno invece il figlio è da solo con un flusso di notizie che possibilmente non è in grado di valutare, assieme ad una socializzazione, tramite i media, molto diversa a confronto col passato che il genitore non è necessariamente in grado di capire o valutare”.

E la situazione della cura dell’infanzia, come la giudicherebbe a Trieste? “Noi siamo in un contesto di un paese ad alte risorse con un sistema sanitario nazionale in una delle aree più ricche del paese: penso che occorra guardare ai dati positivi, innanzitutto. Certo, è sempre possibile fare di meglio: sarebbe ad esempio possibile migliorare a Trieste la neuropsichiatria infantile, servirebbero maggiori risorse” conclude Barbi.

L’evento ha ricevuto il patrocinio gratuito di: Comune di Trieste, Tribunale per i Minorenni di Trieste, ASUGI, Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia, Università di Trieste, Istituto Burlo Garofalo di Trieste e degli Ordini Professionali dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Trieste, degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia, dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia. E’ stato accreditato presso l’Ordine dei Giornalisti e presso il CROAS FVG.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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