28.04.25 – 16:15 – “Sicurezza sul lavoro. E’ il primo tema che Cgil, Cisl e Uil sollevano alla vigilia del Primo Maggio e mettono al centro delle manifestazioni in Friuli Venezia Giulia quest’anno anche alla luce della recrudescenza infortunistica che continuiamo
purtroppo a registrare sia a livello nazionale sia in regione.
“Solo nei primi due mesi di quest’anno l’Italia ha visto 138 infortuni mortali, il 16%
in più rispetto a quelli di gennaio febbraio 2024 – spiega Michele Piga, segretario
generale Cgil Fvg –, e anche il Friuli Venezia Giulia piange già diverse vittime,
come il giovanissimo Daniel Tafa, trafitto da due schegge lo scorso 25 marzo a
Maniago. Dobbiamo tenere la guardia alta: la sicurezza non è un costo, ma un
investimento, e la qualificazione del nostro sistema produttivo”.
Alberto Monticco, segretario generale Cisl Fvg, ribadisce che “l’Italia è una
repubblica fondata sul lavoro, che noi intendiamo buon lavoro, dignitoso, sicuro,
correttamente retribuito che lasci alla persona la possibilità di realizzarsi e di
programmarsi un futuro all’interno del proprio contesto sociale. È il lavoro che
unisce e questo Primo Maggio oltre alla salute e sicurezza sul lavoro lo vogliamo
pensare come un ponte di pace sul mondo; vogliamo pensare che il lavoro e i suoi
protagonisti, i lavoratori appunto, possano veicolare un messaggio di pace e
serenità”.
Il segretario generale Uil Fvg, Matteo Zorn, evidenzia che “il governo sembra aver
abdicato sui temi della sicurezza sul lavoro, della precarietà e dell’aumento del
costo della vita per le persone. Anche quest’anno registriamo troppi infortuni sul
lavoro in Friuli Venezia Giulia, e già tre mortali, in un contesto di occupazione quasi
piena. Ma di anno in anno continuiamo a chiedere sempre le stesse cose: più
ispettori del lavoro, più controlli a campione, una vera ‘patente a punti’ per le
aziende (quella introdotta è inefficace), contratti stabili perché quando si è precari
non si viene formati”.
Il secondo tema che preme sul mondo del lavoro sulla società in generale è la
situazione politica ed economica internazionale. Per Piga, “le capacità di generare
valore aggiunto e di competere sui mercati internazionali in una congiuntura
internazionale difficile come questa, sono legate a doppio filo alla capacità di
investire in professionalità, innovazione, qualità del lavoro e dei processi produttivi.
Solo avendo ben chiare queste priorità il nostro manifatturiero potrà superare
indenne e con buone prospettive di rilancio una congiuntura internazionale sempre
più difficile, a maggior ragione per un’economia fortemente votata all’export come la
nostra”, evidenzia il segretario Cgil.
“Più lavoro e più pace, più solidarietà e più comunità per dare alle generazioni
future un mondo, e non soltanto un mondo del lavoro, migliore di quello attuale – si
augura Monticco – La destabilizzazione globale sta già avendo ed avrà sempre di
più, un forte impatto sul mondo del lavoro e siamo molto preoccupati dinanzi alle
politiche dei dazi che stanno minando le regole del mercato, ma anche inducendo
molte aziende a trasferirsi con grande depauperamento della forza lavoro. Credo
che dal palco del Primo Maggio sia doveroso un appello al senso di responsabilità
di tutti”, rilancia il segretario Cisl.
“Non vorremmo che i dazi fossero una nuova scusa per i datori per negare e
comprimere i diritti del lavoro – ammonisce Zorn – Pensare di sostenere le
imprese che fino ad ora registravano margini crescenti (come turismo e grande
distribuzione) mentre i loro lavoratori non ne beneficiavano né dal punto di vista
della stabilità e qualità del lavoro, né da quello salariale, è di fatto una
compressione del lavoro stesso. Così si premia chi crea condizioni per le quali
stiamo perdendo un’intera generazione di giovani: non vogliono fare certi lavori,
‘scappano’ all’estero se possono“, conclude il segretario Uil.
Nelle provincie in Friuli Venezia Giulia gli appuntamenti per il Primo Maggio vedono, a Trieste, il ritrovo in Campo San Giacomo alle 9 e partenza del corteo fino in piazza Unità, con il comizio conclusivo, alle 11, di Maria Grazia Gabrielli, segretaria nazionale confederale Cgil.
Nell’Isontino l’evento principale si terrà a Gradisca d’Isonzo, con il raduno alle 10 al parco di piazza Unità, e chiusura alle 12 con il comizio del segretario nazionale confederale Cgil, Giuseppe Gesmundo.
In Friuli l’appuntamento è a Cervignano: raduno alle 10.30 in piazza Indipendenza, con il comizio finale del segretario nazionale Cisl Giorgio Graziani.
A Pordenone infine il ritrovo è alle 9.30 in piazza Maestri del Lavoro, con partenza del corteo fino a piazza Municipio, dove alle 11 si svolgerà l’intervento conclusivo delle segreterie territoriali Cgil, Cisl e Uil”.
[e.e.]


