07.03.2025 – 13.05 – L’espressione ‘intelligenza artificiale‘ è divenuta da tempo, nei convegni, conferenze e tavole rotonde, un comodo slang col quale rivoluzionare un settore. ‘Vi applicheremo l’intelligenza artificiale’; ‘È prevista l’implementazione dell’IA’; ‘L’IA garantirà ampie e veloci reazioni’ e così via. A volte quest’entusiasmo, alla prova dei fatti, si rivela nelle imprese una semplice adozione di un vecchio, sorpassato, chatbot; in altri casi ancora rimane parola su carta di opinionisti e moderatori nelle tante, piccole, Silicon Valley italiane ed europee. Uno dei casi in cui l’intelligenza artificiale viene spesso proposta come innovativa, ma alla prova dei fatti, non sembra giocare questo ruolo così centrale, così importante viene dato dal turismo. Vi sono certo imprese che utilizzano Midjourney per la produzione di pamphlet e manifesti turistici e agenzie che cercano di implementare risposte automatiche per i clienti, lontane dalla ‘rigidità’ dei sistemi tradizionali. In tutti i settori tuttavia, con l’eccezione di realtà dinamiche e innovative quali AI Fabric, la cui specialità consiste proprio nel saper adattare al cliente la flessibilità d’usi dell’IA, molte imprese italiane si limitano all’utilizzo occasionale di uno o più strumenti mainstream, come ChatGPT.
In questo contesto riveste allora un notevole interesse guardare alle manovre dei big players internazionali, la cui azione di solito trascina con sé agenzie, liberi professionisti e micro imprese. Chi era indeciso di solito viene trascinato dall’esempio dei colossi del settore e i settori più conservativi accettano di sperimentare con (qualcuno degli) strumenti possibili.
Un primo esempio di ciò nel turismo è senza dubbio Booking.com che, in tempi recenti, ha lanciato il proprio ‘AI trip planner‘. Lo strumento, annunciato ancora nel lontano 2023, serve per costruire il proprio viaggio tramite una serie di domande a un chatbot integrato con ChatGPT. Idealmente l’AI Trip Planner dovrebbe permettere di correggere in tempo reale imprevisti e cambi di percorso del proprio viaggio; cancellazioni di aerei, alberghi sovraffollati e – perchè no? – cambi di gusto nel programma. Lo strumento di Booking allo stadio attuale consente in effetti di risparmiare sui prezzi di viaggi e alberghi, consigliando in alcuni casi soluzioni difficili da trovare con una normale ricerca sui portali ‘tradizionali’; al contempo però è inefficiente per le raccomandazioni di ristoranti, musei e passeggiate. In altre parole, e ciò è una grande consolazione per le agenzie turistiche, fallisce proprio nell’aspetto ‘umano’ del travel planner. Idealmente, se l’AI Trip Planner continuerà ad essere sviluppato, si prevede di riunire sotto quest’unica funzione viaggio, pernottamento e altre prenotazioni con un’unica modalità di pagamento, consentendo al bot di fare modifiche istantanee a seconda degli imprevisti del viaggio. Immaginiamo ad esempio che, in caso di ritardo di Ryanair (un caso molto frequente), l’IA avverta per proprio pronto l’albergo scelto, senza che l’utente debba scrivere una mail o fare una telefonata; o ancora senza delegare ciò all’agenzia turistica che, specie nelle ore notturne, difficilmente potrà essere a disposizione.
Glenn Fogel, CEO di Booking, ha di recente approfondito l’argomento per il giornale Euro News, introducendo un nuovo strumento in fase di lavorazione: “La cosa che sarà più importante, in un prossimo futuro, sarà una cosa chiamata ‘Agentic AI‘, dove il computer lavora al tuo posto. Invece di dover digitare su un’app o su un motore di ricerca tutte le informazioni necessarie per il viaggio, Agentic AI se ne occuperà al tuo posto”.
Mentre il planner di Booking risale infatti al 2023, ‘Agentic AI’ si riferisce al cosiddetto ‘Operator‘, un’intelligenza artificiale pensata da ChatGPT come un agente al servizio del cliente. Pertanto Operator può in teoria navigare sul web, riempire form di informazioni del soggetto, ordinare la spesa e, va da sé, anche prenotare viaggi. Allo stadio attuale è disponibile solo negli Stati Uniti con la sottoscrizione Pro di ChatGPT, mentre non è prevista una data per l’Unione Europea. Colpisce, in questo caso, come l’IA agisca in via autonoma sul web; non occorre fornire ad esempio l’indirizzo presso cui deve recarsi, ma lo può cercare in autonomia; non serve specificare nemmeno il browser o il motore di ricerca da utilizzare, delegando a Operator la scelta migliore. Rimane però la classica incognita, mai realmente scomparsa, delle allucinazioni, dei bug del sistema; e, considerando come per una prenotazione sia richiesto compilare dati personali come codice fiscale e numero di cellulare, il rischio rimane tangibile. Tecnicamente Operator è mosso da un Computer-Using Agent (CUA) che combina l’odierna quarta versione di ChatGPT con l’apprendimento rinforzato caratteristico delle IA.
Potrebbe essere questo uno dei futuri del turismo? Difficile prevederlo, specie considerando come siano strumenti costosi e soggetti ad errore; con ogni probabilità diventerà sempre più automatico la correzione della tabella di marcia di trasporti e pernottamenti, con l’invio automatico di correzioni in corso d’opera.
[z.s.]


