07.03.2025 – 10.24 – Intanto il piano teorico. Tra lo sport e il carcere di Trieste l’amore deve ancora sbocciare del tutto ma nel frattempo ecco il primo incontro, quello del fatidico approccio, maturato in chiave di dialogo ed esposizione tra gli esponenti della Trieste Atletica e alcuni detenuti, 18 in tutto, della Casa Circondariale “Ernesto Mari” del capoluogo, una sorta di “puntata zero” del progetto “Mai Soli” annunciato lo scorso dicembre.
Il piano prevede la formazione di giovani detenuti da “addestrare” non tanto, pare, sul piano atletico ma nelle competenze dei criteri di organizzazione e per quanto riguarda l’insegnamento di tecniche di allenamento. Sono 50 le ore in cartellone da vivere nel segno della “inclusione e della prevenzione al disagio”, almeno come assicurano gli artefici del progetto targato Trieste Atletica e avviato all’interno del più composito manifesto “Sport di Tutti – Carceri” emanato dal Ministero per lo Sport e Giovani e da Sport e Salute Spa.
Alla prima tappa, oltre alla ventina scarsa di detenuti in cerca di ossigeno formativo, hanno partecipato il Presidente di Trieste Atletica, Pompeo Tria, accompagnato dai collaboratori Silvina Testa e Ludovico Armenio. Il progetto “Mai Soli” era stato tracciato nelle intenzioni dall’ex Direttore della Casa Circondariale di Trieste, Graziano Pujia, che dallo scorso 31 gennaio ha passato le redini a Selena Marchiori, veneziana, classe 1989.
Sarà quindi lei a cercare di concretizzare il progetto educativo in salsa sportiva, puntando magari al cesello logistico, ovvero alla creazione degli spazi utili all’interno della Casa Circondariale atti alla fase pratica. Insomma palestre, campi. Il tutto in sicurezza. Le lacune (momentanee) ravvisate dallo stesso ex Direttore prima del congedo da Trieste. Il progetto intanto annuncia altri incontri alla presenza di “rappresentanti dello sport locale e di istruttori di atletica”.
[f.c]


