28.02.25 – 18:00 – “La delegazione di USB, provinciale e rappresentanze sindacali è stata convocata oggi dall’assessore Alessia Rosolen per fare il punto della situazione, in particolare sulla cassa integrazione per cessazione e oggetto di trattativa al tavolo sindacale di confronto con l’azienda. Abbiamo illustrato l’esodo già cominciato dei lavoratori, anche quelli che sarebbero più garantiti rimanendo in azienda per un tempo utile a permettere l’assistenza sul prodotto a finire ma anche di quelle professionalità che potrebbero accedere alla cassa integrazione.
Difatti la cassa integrazione senza un chiaro progetto di reindustrializzazione, senza un soggetto che si sia palesato formalmente per l’acquisizione del sito, ha sollevato forti perplessità tra le maestranze riunite in assemblea, un’anticamera del licenziamento senza futuro occupazionale e professionale.
E la cassa integrazione che potrebbe protrarsi fino ad un anno dall’accordo sarebbe solo uno “svuota fabbrica” che farebbe tramontare il progetto di acquisizione del sito.
L’indicazione che abbiamo dato in regione è che il tempo gioca a sfavore della reindustrializzazione e il rischio di perdere questa eccellenza delle telecomunicazioni nel nostro territorio è assolutamente reale. E’ una situazione eccezionale e va trattata appunto per l’eccezione che rappresenta rispetto alle altre crisi.
Abbiamo chiesto un tavolo ai massimi livelli delle istituzioni nazionali per garantire il livello di attenzione necessario, convocando i vertici della Ublox Corporate. Abbiamo ricevuto garanzia dall’assessore che si attiverà in tempi brevi col Governo per aprire un tavolo di confronto.
E’ evidente che gli strumenti tecnico-legali oggi in mano alle istituzioni, lo abbiamo visto all’ultimo tavolo Flex / Adratronics / Faircap, rischia di veder sviluppare l’ennesima crisi occupazionale sul territorio senza che la risposta sia utile a disinnescare licenziamenti e perdite di eccellenze.
Vanno pensati strumenti forti contro le delocalizzazioni, le chiusure, i licenziamenti a disincentivare e a punire le aziende che in Italia pensano solo ad un territorio di conquista, di mordi-e-fuggi, di finanziamenti a pioggia e dove si possa andarsene impunemente senza pagare le conseguenze del danno economico e sociale inflitto a lavoratrici e lavoratori”.
Questo quanto dichiarato dai rappresentanti USB Lavoro Privato Nazionale.
[e..e]


