15.02.2025 – 9.30 – Beato Francesco Bonifacio, Beato Lojze Grozde e Beato Miroslav Bulesic. Sono i protagonisti del convegno, organizzato dalla Lega nazionale, intitolato “Una tragedia per tre popoli: italiano, sloveno e croato” che si è svolto ieri pomeriggio – 14 febbraio – nella sala Biasutti del Palazzo della Regione Fvg in Piazza dell’Unità d’Italia. Si tratta di tre beati della Chiesa cattolica, morti nell’esercizio della loro fede ad opera dell’atea mano jugoslava. «La tragedia delle foibe ha riguardato italiani, sloveni e croati – ha premesso il presidente della Lega Nazionale Andrea Sardos Albertini – e in questo senso queste tre figure simboleggiano e testimoniano questa realtà, uno era un sacerdote italiano di 25-26 anni, l’altro un laico sloveno di 18 anni e il terzo un sacerdote croato 25enne. Tutti e tre assassinati come nemici del popolo, questa era la loro colpa». Dunque aggiunge: «Tutti e tre portati dalla Chiesa agli onori degli altari come beati martiri delle foibe ma martirio significa testimoni dunque testimoni del comunismo. Uccidevano le persone accusandole di essere nemici del popolo in nome di una logica perversa che era quella del terrore». Sardos Albertini spiega ancora: «Per costruire lo stato comunista c’era bisogno del terrore, il terrore si realizzava con questi strumenti».
Ad intervenire al convegno sono stati l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti che ha posto l’accento sull’importanza della «riconciliazione in questa zona martoriata dell’Europa» ma «la riconciliazione ci può essere solo ammettendo delle verità inequivocabili», Andrea Legovini dell’Università di Trieste che ha ricordato le tragedie di sloveni e croati legate alle città di Vitking e Bleiburg, eventi risalenti al maggio del 1945 nel territorio tra la Slovenia settentrionale e la Carinzia austriaca. Due città che furono teatro, a fine conflitto, della resa di centinaia di migliaia di persone anti comuniste che fuggivano dalla Jugoslavia per rifugiarsi in Carinzia. Ed ancora Renato Cristin dell’ateneo giuliano e Mons. Ettore Malnati, postulatore del Beato Francesco Bonifacio. A concludere il convegno è stato Mons. Giampaolo Crepaldi. «Sono tre giovani – spiega Malnati – che hanno dato la loro vita per la fede cristiana e cattolica, ciascuno a suo modo. Bonifacio quasi parroco, Bulesic è stato praticamente sgozzato mentre assisteva al sacramento della cresima e Grozde anche perché era un giovane prestante, aveva significato per altri giovani l’importanza di non aderire ad ideologie ma essere fedele al proprio popolo secondo le radici cristiane».
[e.b.]


