Il gruppo Isos domina la scena al Concorso Nazionale “Bettinardi” per giovani talenti Jazz

11.02.2025 – 15.04 – Un progetto musicale sorto da poco ma già in grado di lasciare il segno su una ribalta nazionale. Si chiama “Isos”, dal greco “simile” o “affine”, ed è il gruppo di matrice Jazz che ha saputo battezzare il nuovo percorso con tre premi colti nello scorso fine settimana al Milestones di Piacenza, teatro del Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi”, vetrina legata alla edizione 2025 di “Piacenza Jazz Fest” e dedicata alle giovani espressioni, sia italiane che straniere, del genere, per una anagrafe che parla sotto i 30 anni per i solisti, 35 per i gruppi.
Le note degli “Isos” funzionano, vibrano. Sì perché il gruppo, formato da quattro triestini ed un friulano, si aggiudica tre delle quattro categorie in lizza: “Miglior Gruppo per il Contest”, il Premio del Pubblico e il Premio “Mario Zara” riservato al miglior musicista.

Gli “Isos” sono formati da Riccardo Pitacco al trombone, Luca Bellodi alla tromba, Gabriele de Leporini alla chitarra, Alessio Zoratto al contrabbasso e Francesco Vattovaz alla batteria, classe 1999, triestino, avviato alla musica con la Scuola della Banda Cittadina di Muggia e approdato poi al Conservatorio “Tartini” (percussioni e batteria Jazz); è quest’ultimo il musicista salito sul podio speciale del Premio “Mario Zara”.
Jazz che richiama la scena newyorkese del momento ed un richiamo alle tinte di Charlie Mingus attraverso la rivisitazione di Gabriele de Leporini di “Orange was the colour of her dress”.
Queste le carte giocate a Piacenza e che hanno sbancato in tre canali competitivi dell’agone Jazz. Gruppo nuovo e musicisti giovani, è vero, ma non proprio alle prime armi.

I componenti del quintetto hanno infatti già respirato alcuni palchi di rilievo, come “Umbria Jazz” e “Jazz&Wine” e ora affidano note e sogni al progetto “Isos”, nome emblematico che racchiude il senso della affinità, della similitudine di intenti e della condivisione musicale: “Dopo l’esperienza di Piacenza stiamo valutando altre uscite e vetrine – annuncia Riccardo Pitacco, l’artista triestino classe 1996, anche egli conservatorista, nato musicalmente come chitarrista e poi maturato al trombone – il debutto è stato ottimo e vogliamo proseguire mantenendo caratteristiche e stile emersi al concorso di Piacenza e con la stessa formazione”. Nel segno di “Isos” quindi, simile al battesimo.

[f.c]

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