25.02.2025 – 08.52 – Il porto del passato e il porto del futuro. La seconda parte del convegno ‘Priorità nei porti di Trieste e Monfalcone‘, moderata dal giornalista Diego D’Amelio, ha assistititi all’alternarsi di tre voci centrali nella portualità triestina: l’ex Presidente Zeno D’Agostino, il Commissario straordinario attuale Vittorio Torbianelli e il Segretario generale Antonio Gurrieri.
A proposito della “richiesta di una continuità” esortata da D’Amelio, D’Agostino ha riflettuto che “serve sempre impegnarsi per far lavorare il porto” attraverso “dinamiche armoniche verso il contesto internazionale”. Inoltre “c’è una dicotomia erronea: chi sta per il porto e chi sta per l’industria, quando i due elementi sono complementari. All’interno dei magazzini ormai si fanno attività industriali un tempo assenti e ora le fabbriche sono sempre più ‘leggere'”.
E sempre a proposito dell’armonia D’Agostino ha criticato “la spartizione politica del ruolo tra Presidente e Segretario”. Infatti “il Presidente deve essere sempre libero, a livello manageriale, di scegliere il suo Segretario Generale”.
E il Porto Franco? “La visione estesa del Porto Franco è sempre più una soluzione ai problemi attuali” ha riflettuto D’Agostino “Il Porto Franco arriverà per forza, perchè nato in un periodo di conflitti mondiali, caotico, dove allora come adesso c’era necessità di uno spazio per l’appunto franco, neutrale”. Pertanto “Il Porto Franco di Trieste è già nell’agenda di qualcuno che conta a livello planetario”.
Il Segretario Gurrieri ha definito lo scalo giuliano “uno dei porti europei più appetitoso al momento per gli investimenti, a partire da quelli industriali”. Ormai “siamo presenti in tutto il territorio europeo via treno, da Rotterdam a Kaunas”. In quest’ambito, a seguito delle crisi e dell’aumento dei dazi, “saper offrire stoccaggio e trasferimento merce è fondamentale”. A proposito dei collegamenti ferroviari: “Noi non facciamo treni, ma disegniamo progetti, lavoriamo con l’industria”.
A proposito però del calo di treni da/per il porto avvenuto nel 2024, Gurrieri si è difeso ricordando “il caos dovuto ai lavori svolti tutto attorno: Austria, Slovenia e Cechia”. Pertanto “è diminuita l’appetibilità, con numerose cancellazioni”.
“Qui a Trieste i progetti ce li paghiamo da noi” ha scherzato invece il Commissario Torbianelli, a proposito dei progetti in corso di attuazione con fondi PNRR e statali. Il Commissario ha infatti spiegato che finora gli investimenti nello scalo si sono sempre ripagati, ad esempio “Il molo VIII ha numeri, compilati dalla Bocconi, che ripagano ampiamente lo sforzo in atto”. Il segreto della crescita portuale nell’ultimo decennio? “La parola chiave è la concordia, questa è la fiaccola che manterrà accesa l’eccellenza del sistema portuale”.
Ma quali sono i progetti più importanti, allo stadio attuale? “Fare un porto dove la digitalizzazione è centrale – ha riflettuto Torbianelli – Gli autotrasportatori ci chiedono infatti di entrare a tempo zero nel porto e consideriamo molto importante l’avvio della newco dal 10 giugno”.
Sul fronte PNRR “Invitalia sta per aggiudicare i 180 milioni per la Stazione di Servola” e “il molo VIII è sulla rampa di lancio, assieme alla Stazione costituiranno un unicum integrato”. Inoltre “il terminal con l’Ungheria offrirà in particolare tantissimo spazio” e “c’è il progetto per la zona Noghere, col risanamento del terreno: qui potremo insediare attività di tutti i tipi”. Non è una facile sfida, perchè “i terminali esistenti sono piccoli e pieni, pertanto è difficile integrare i cantieri”.
In coda alla tavola rotonda il presidente di Confcommercio Paoletti ha ceduto la parola ai singoli operatori portuali: il Presidente di Tmt Fabrizio Zerbini ha osservato che “c’è da riprendere l’attività di marketing a livello internazionale affievolita a causa della mancanza di fondi”; Cattaruzza ha rammentato che “è importante la scelta del Presidente, ma anche del Segretario”; Carlo Russo ha dichiarato che il porto di Monfalcone “vive con grande dinamismo la sua strategicità”; Franco Mariani, per il terminal passeggeri, ha definito “l’industria delle crociere importante, ma molto fragile” che “risente molto delle perturbazioni mondiali”; Samer infine ha osservato che “i porti italiani sono una fatturazione interna, mentre Trieste fattura fuori, a tedeschi, turchi, lituani…” Inoltre “le liti tra gli operatori portuali di solito portano via molto tempo all’Authority, ma non è questo il caso di Trieste”.
[z.s.]


