01.01.2025 – 07.01 – Dal tallero di piazza Ponterosso di Trieste al tallero donato durante la Messa dell’Epifania di Gemona del Friuli. Spesso non si ragiona come la moneta, al di là delle diverse dimensioni, sia la stessa ed è il tallero teresiano dell’impero austriaco. Proprio tra pochi giorni, lunedì 6 gennaio, si terrà infatti a Gemona del Friuli la cosiddetta ‘Messa del Tallero‘. Si tratta di una tradizione medievale volta a riaffermare l’alleanza tra il Comune e la Chiesa, oggigiorno trasformata in un’occasione per rinsaldare lo spirito di comunità e tenere una grande rievocazione basso medievale. Non a caso per chi desidera visitare il Friuli e la stessa Gemona proprio la Messa del Tallero, durante l’Epifania, viene di solito consigliata.
Le origini della cerimonia risalgono al periodo basso medievale, quando il Patriarcato del Friuli, da Udine a Monfalcone, era ancora la principale potenza dell’area, contrastata dalla crescente egemonia sui mari di Venezia. Lo studioso Gabriele Marini scrive come sia probabile “che il rito risalga a un periodo antecedente alla dominazione veneziana, quando Gemona insieme a Udine e Cividale era tra le prime comunità del Patriarcato”.
La prima testimonianza scritta risale al 1760, quando il notaio Gio Maria Rossi riporta che “I rappresentanti della comunità] il giorno dell’Epifania, venivano incensati doppo che si portarono all’altare al baccio della pace ed a fare offerta al reverendissimo signor arciprete”. Naturalmente in epoca medievale il tallero teresiano non era ancora stato prodotto, pertanto è lecito ipotizzare che venisse utilizzata una moneta di simile fattura, probabilmente di qualità. Il tallero teresiano rimase infatti in circolazione per diversi secoli proprio grazie alla qualità dell’argento in esso contenuto. La cerimonia venne poi riconfermata, nelle sue principali caratteristiche, dal gemonese Valentino Baldissera all’interno della sua raccolta ottocentesca di usi e costumi tradizionali, ‘Riti e costumanze anticamente in vigore nella pieve di Santa Maria di Gemona’.
Ma cosa prevede, in concreto, la Messa del Tallero? Un grande corteo, oggigiorno composto da persone in abiti medievali essendo (anche) una rievocazione, si dirige dal Municipio, cioè Palazzo Boton, attraversa via Bini ed entra nel Duomo. Qui il sindaco, presso l’altare, consegna in via simbolica un tallero d’argento di Maria Teresa d’Austria coniato nel 1780 alla comunità religiosa. La simbologia è evidente: il potere temporale si sottomette a quello spirituale, ne riconosce l’intrinseca superiorità. Tuttavia, essendo anche il giorno dell’Epifania, il tallero potrebbe simboleggiare i doni (dopotutto non c’era anche l’argento, oltre all’oro e alla mirra?) dei Re Magi al bambin Gesù. Negli ultimi decenni, complice un revival delle tradizioni e del folklore friulano, la Messa del Tallero ha acquisito sempre più popolarità. La cerimonia nel Duomo, nello specifico, viene ora accompagnata da canti e musica d’organo. Nell’anno 2025 il Coro Glemonensis è stato già confermato, assieme ad altri eventi collaterali come l’arrivo dei Re Magi a cavallo durante la serata di domenica 5 gennaio, la benedizione del Gonfalone gemonese e infine le classiche animazioni medievali.
[z.s.]


