04.12.2024 – 07.01 – Mentre Trieste e in generale il Friuli Venezia Giulia conoscono nel 2024 un’economia trainata dal turismo, a fronte di un generale ristagno del piccolo commercio e dell’industria, i recenti dati Istat sul 2023 sembrano confermare questa tesi, rivelando anzi numeri sorprendenti.
Secondo infatti l’Istat proprio il Nord Est risulta essere il territorio prediletto dai turisti, con 176,2 milioni di presenze pari al 39,4% del totale nazionale. Non Roma, pertanto; né la Toscana con Firenze; e neppure Milano, con la Lombardia: invece Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia sembrano conquistare il primato, accaparrandosi approssimativamente 100 milioni di turisti stranieri e 76 milioni di italiani.
Com’è possibile che il Nord Est attiri così tanti turisti stranieri, nonostante l’assenza delle grandi città e location solitamente associate all’Italia? Dopotutto uno potrebbe ipotizzare che le Cinque Terre o la stessa Napoli siano luoghi ben più famosi e noti a confronto ad esempio con l’entroterra friulano o con la Romagna. La risposta sembra risiedere nel fatto che si tratti di singole città: le Regioni non fanno rete, limitandosi ad avere città sovraffollate e borghi deserti. Questo un po’ cambia nel caso delle Regioni del Nord Est che presentano tutte un certo collante tra città e campagna, tra paesi e centri urbani; si pensi ad esempio alla valorizzazione dei piccoli borghi nel Friuli da parte della Regione FVG o degli investimenti per la ciclabile GiraLagune nel Veneto Orientale. Certo, anche nel caso del Nord Est vi sono i grandi attrattori, sbilanciati tra le Regioni: il caso eclatante è Venezia, ma occorre non dimenticare Verona. E cosa scrivere sulle destinazioni balneari? Dalla Riviera Romagnola a Lignano Sabbiadoro anche in questo caso non mancano gli squilibri. Tuttavia sembra asserito che, seppure con margini di miglioramento, c’è nel Nord Est il tentativo di avere una rete turistica invece assente nel centro o nel sud Italia.
Sotto un profilo invece molto banale e di carattere geografico, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino sono l’angolo d’Italia più vicino (e nel caso del FVG la spiaggia più vicina) per il turismo austriaco, tedesco ed est europeo. Vengono pertanto privilegiati, perchè maggiormente comodi da raggiungere; ed è un dato da considerare, per quanto banale.
Guardando infatti ai dati invece delle singole città il Nord Est scompare: troviamo Roma, con 6 milioni in più a confronto col 2022 (e non è ancora l’anno del Giubileo…); certo non manca poi Venezia, tallonata però da Milano e Firenze.
Tanto in Italia, quanto nel Nord Est non è chiaro se i siti UNESCO giocano un ruolo rilevante o si limitano ad essere appannaggio del turismo di nicchia, quello più acculturato; nonostante numerosi richiami, ad esempio dall’assessore Gibelli negli anni passati, non c’è infatti ancora comunicazione ad esempio tra i siti UNESCO del FVG.
Il ruolo di spicco del Nord Est è stato evidenziato, ricavandolo dai dati Istat, dall’Archeoclub D’Italia: il Presidente Nazionale Rosario Santanastasio ha commentato che “Se l’Italia del turismo festeggia è per merito del patrimonio culturale. Di certo, queste presenze, non sono tutte per il mare, ma le abbiamo avute per la bellezza dei paesaggi, la ricchezza dei borghi interni, per la meravigliosa tradizione culinaria – ha riflettuto – Nelle prime quattro città d’arte non abbiamo una città del Sud nonostante la crescita turistica che comunque è stata registrata a Napoli. Dunque cresce il turismo d’arte ma anche in questo caso, i dati, a mio parere, confermano la necessità di una promozione del patrimonio culturale del Sud Italia, andando oltre i siti tradizionali e già conosciuti”.
[z.s.]


