31.12.2024 – 07.01 – La Società Autostrade Alto Adriatico non praticherà rialzi sui pedaggi della propria rete autostradale nel 2025. La conferma ufficiale è giunta tramite una lettera inviata dalla Società stessa al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i giorni scorsi.
Allo stadio odierno la (giovane) Società Autostrade Alto Adriatico S.p.A. è concessionaria delle autostrade A4 Venezia-Trieste, A23 Palmanova-Udine Sud, A28 Portogruaro-Conegliano, A57 tangenziale di Mestre (con competenza fino al Terraglio) e della A34 Villesse-Gorizia.
La decisione assume un significato particolare considerando come Alto Adriatico sia impegnata sul fronte della terza corsia, i cui lavori proseguono da decenni; e come proprio nel 2025 siano previsti a questo proposito appositi investimenti per diverse decine di milioni di euro. L’incremento delle tariffe non avverrà nemmeno per adeguarsi all’inflazione; laddove su altri circuiti è previsto un aumento dell’1,8% onde far fronte all’aumento previsto dell’inflazione.
Proprio oggi, il 31 dicembre, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti delibererà sugli eventuali rialzi; con l’eccezione, per l’appunto, della tratta di Autostrade Alto Adriatico.
“Si tratta di una posizione – ha dichiarato il Presidente di Autostrade Alto Adriatico, l’avvocato Marco Monaco – già assunta in sede di proposta di aggiornamento del Piano Economico Finanziario approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società a fine luglio e che consente di favorire imprese, lavoratori e famiglie”.
Ricordiamo che Autostrade Alto Adriatico nasce quale erede di Autovie Venete; il passaggio ufficiale è stato formalizzato lo scorso giugno 2023. Tecnicamente si tratta di una società a capitale pubblico; la Regione FVG detiene il 90,5% delle quote e il Veneto il 9,5%. L’obiettivo del passaggio era di velocizzare e proseguire gli annosi lavori di ammodernamento della A4. Lo strumento utilizzato, poco noto in Italia, era l’Accordo di cooperazione tra soggetti pubblici, previsto in questo caso per trent’anni. Il capitale di partenza è stato di 750 milioni sottoscritti da Cassa Depositi e Prestiti e Banca europea per gli investimenti.
[z.s.]


