11.12.2024 – 07.01 – Fine 2024, tempo di bilanci per aziende ed enti. La logistica non fa eccezione e TAL-Siot ha tirato le somme dell’anno che si va concludendo. Somme, occorre preavvertire, con numerosi zeri: le stime di transito delle rinfuse liquide della società di gestione dell’Oleodotto transalpino hanno già superato le previste 40 milioni di tonnellate. E, com’è spesso cifra distintiva del porto di Trieste, è un simile traffico di petrolio greggio a incidere numericamente sulla merce movimentata dello scalo giuliano, proiettandolo verso il primo porto d’Italia per quantità di merce trasportata. Un dato necessario, perchè com’era successo in altri anni – viene in mente l’annus horribilis del Covid nel 2020 – anche nel 2024 le performance dello scalo sono state altalenanti, specie per il persistente blocco del canale di Suez a causa degli attacchi Houthi. Le rinfuse liquide permettono pertanto di controbilanciare, sebbene occorra osservare come non produca impiego a livello di indotto; non è paragonabile al lavoro che offre il Molo VIII o il Molo VI o ancora alla Piattaforma Logistica. La cifra dei 40 milioni è stata anticipata il 5 dicembre dal General manager del Gruppo TAL e presidente di Siot Alessio Lilli durante un incontro di fine anno con gli stakeholder del territorio. Specificatamente sono transitati 40 milioni di tonnellate dal 1 gennaio al 18 ottobre 2024.
Non solo risultati positivi, tuttavia; ricordiamo che il Tar, lo scorso agosto 2024, aveva bloccato la costruzione di uno dei quattro impianti di cogenerazione a gas naturale SIOT nella Valle del But in Friuli Venezia Giulia. I cogeneratori svolgono un ruolo importante per la Siot, perché alimentano le pompe che smuovono il petrolio nelle condutture. I piani erano di alimentarle dapprima con gas naturale e poi con biometano. La sentenza del Tar aveva accolto le motivazioni del Comune di Paluzza e di Legambiente; nonostante la Siot godesse, a propria volta, del supporto della Regione Friuli Venezia Giulia. Spostare il greggio con la massima efficienza è di notevole interesse per la Siot, considerando come dall’inizio del 2025 l’oleodotto dovrebbe pompare il doppio del petrolio ‘normale’ onde approvvigionare la Cechia ed eliminare in via definitiva il petrolio proveniente dall’oleodotto russo Druzhba.
[z.s.]


