di Mario Luethy 09.11.2024 – 18.17 – Sportivamente parlando, per il tifoso alabardato quella di queste ore è la solita povera minestra del fine settimana, perché la Triestina lascia nuovamente il passo all’avversaria di turno. In questo caso, si tratta della Giana Erminio, squadra che rappresenta la cittadina di Gongorzola. Pensa un po’: la blasonata Triestina, dalle grandi ambizioni e forte di uno stadio degno di un grande centro, le piglia in chiusura d’incontro da una squadretta di provincia con zero tifosi al seguito. Sul risultato di uno a zero per gli ospiti, maturato a tre minuti dal termine, nulla da eccepire. Gli alabardati, infatti, non sono infatti riusciti a costruire una che sia una occasione limpida, mentre la Giana si è mossa con velocità e intraprendenza sin dal primo minuto, legittimando la vittoria ai danni di una Alabarda stordita e, a dirla tutta, instupidita.
A condizionare un eventuale riscatto dopo i primi insipidi minuti di gioco l’espulsione, al 39’, del centravanti alabardato Krollis, davvero ingenuo a cadere nella provocazione del suo diretto avversario. Cinturato in piena area di rigore per un paio di secondi dal difensore Ferri, il lettone abbozzava una reazione nei confronti del marcatore che, degno della solita, squallida e misera commedia all’italiana, si buttava a terra simulando di aver accusato un micidiale gancio. L’altrettanto pallida giacchetta nera puniva il solo alabardato con il cartellino rosso, mentre il provocatore, qualche secondo dopo, si rialzava arzillo e pimpante, degno teatrante dell’ennesima commedia che non avrebbe sfigurato in qualche teatrino di periferia. Anche questa, purtroppo, la solita scenetta d’avanspettacolo che la tifoseria è oramai rassegnata a sopportare. Al signor Mario Di Loreto di Terni, arbitro di turno, consigliamo di dare un’occhiata all’highlights della partita, dove appare chiaro il comportamento scorretto del difensore della Giana, meritevole del giallo, azione che, per eccesso, andava punita con l’assegnazione del calcio di rigore alla Triestina. Ma si sa, chiedere giustizia in questo senso è impossibile. Il calcio italiano è specchio di una società dove giustizia, onore, dignità, sincerità e trasparenza sono solo chimere, fantasmi in un paese dove, senza far riferimenti all’attuale maggioranza di governo, è da tempo il lato nero della “forza” a detenere il potere.
Ma torniamo al calcio giocato e al fattaccio successivo all’espulsione di Krollis. Prima di raggiungere lo spogliatoio, il giocatore veniva letteralmente preso per il bavero da Pep Clotet, l’allenatore alabardato, che scuoteva a più riprese il tapino di fronte allo stadio intero. Una scena incomprensibile e davvero inutile. Educazione e buon senso avrebbero voluto che il mister aspettasse l’intervallo per esprimere al giocatore espulso, negli spogliatoi, il proprio dissenso per il comportamento assunto sul rettangolo di gioco. E invece ecco, sotto gli occhi dei tifosi e delle telecamere, l’ennesima commedia d’avanspettacolo. Successivamente, nel post partita, Pep Clotet ha tuonato: – “Penso che per quello che è successo nell’episodio dell’espulsione la reazione sia stata giusta, quell’espulsione non deve succedere nel calcio. Krollis è qui in prestito, rappresenta un’altra società che lo manda qui in prestito e lui fa questo alla Triestina, alla società che lo ha mandato qui e al calcio. Cosa mi è venuto in mente? Vi dico la verità, io ho un figlio di otto anni che oggi ha visto questo, vengo da una cultura in cui questo non può succedere, un calciatore che fa questo se lo fa per strada rischia conseguenze con la legge, non è normale. E non dobbiamo accettarlo in nessuna maniera, per il rispetto verso me. Come allenatore Krollis per me ha finito con la Triestina. Gli ho detto in faccia queste stesse parole, che con me come allenatore ha finito oggi con la Triestina.” Sono parole gravissime, pesanti come un macigno, a cui è seguita, nel pomeriggio odierno, una nota della società alabardata: – “In seguito all’episodio avvenuto ieri sera a bordo campo durante la partita contro la Giana Erminio, l’US Triestina ribadisce che azioni di questo tipo sono inaccettabili e non rispecchiano i valori del club. Il calcio produce emozioni potenti ma, a prescindere dalle circostanze, i valori fondamentali di rispetto e dignità non possono essere compromessi. Il club sta adottando le misure necessarie per valutare adeguatamente la situazione e garantire un ambiente adeguato per i nostri giocatori che rispecchi gli standard desiderati.” Proviamo a interpretare quanto espresso dai vertici del club e, perché no, proviamo a ipotizzare, poi, cosa ci può essere dietro allo sfogo del trainer.
Per incominciare, forse la presa di posizione societaria prelude all’allontanamento dell’allenatore iberico? Da quando ha preso in mano la squadra, il Pep ha collezionato solo due pareggi in quattro partite. Troppo pochi per giustificare la sua permanenza sulla panchina alabardata. E dunque lo scontro con Krollis è la scintilla che potrebbe scatenare un nuovo esonero? Ne dubitiamo fortemente, anche perché sicuramente andrebbe a gravare sulle casse societarie. Più probabile, perciò, che il mister venga ammonito o magari sanzionato con una multa. Da capire poi le eventuali sanzioni che potrebbero arrivare in sede nazionale dal Giudice Sportivo.
Detto questo, lo sfogo di Clotet potrebbe evidenziare ben altro, ovvero che la presenza del giocatore in squadra venga imposta dall’alto. Forse, e questa è un’altra ipotesi, che nell’accordo di prestito dell’atleta stipulato tra la sua proprietaria, lo Spezia, e la Triestina, veniva suggerito o magari imposto di utilizzarlo con continuità? Nel contesto del ragionamento va aggiunto come nella passata stagione i vertici dell’Unione avevano già avuto modo di ricevere in prestito Krollis dallo Spezia, affare poi non andato in porto perché il contratto era stato depositato in ritardo. Il giocatore lettone doveva arrivare in sostituzione del partente Adorante, venduto senza tanti patemi d’animo alla Juve Stabia. Quest’anno purtroppo i tifosi alabardati hanno potuto toccare con mano l’inconsistenza di una punta, come dire, ectoplasmatica, tutt’ora a secco. Mentre Adorante, venduto frettolosamente dal general manager Alexander Menta, è attualmente tra i cannonieri della serie B. Accanto a Adorante se ne sono poi andati altri cannonieri in differenti momenti, si parla di Finotto, Lescano e Redan. La prima linea di bomber alabardati di alto livello smembrata dai vertici societari senza tanti scrupoli! Magari per fare cassa? O per che altro? Tacciamo poi sull’esonero di Attilio Tesser sul quale i media e l’opinione pubblica continua a chiedere ragione.
Dopo la nuova sconfitta con il Giana Erminio, è lecito affermare che salvo miracoli la Triestina è pronta per la discesa in serie D. La squadra al momento non produce calcio e, partita dopo partita, offre uno spettacolo misero, se non addirittura squallido. L’analisi è spietata: troppi i punti che separano gli alabardati dalla salvezza e, attenzione, nei prossimi scontri la beneamata si troverà opposta alle migliori del torneo. Il mercato gennaio arriverà troppo tardi poi per giovare a una rosa piena di giocatori bolliti e, soprattutto, priva di attaccanti efficaci. Bisognerà poi pensare a quei giocatori di livello – ci riferiamo ai Correia, D’Urso, Vallocchia, Germano – che faranno certo carte false per scappare dall’attuale incubo rosso alabardato. Resisteranno i vertici dell’Unione a quei quattrini che mai come adesso farebbero comodo per recuperare gli eccessi pregressi?
I miracoli, crediamo, non siano alla portata di una dirigenza al momento silente. “In caso di retrocessione non molleremo la squadra” – aveva avuto modo di dire un mesetto orsono il presidente Ben Rosenzweig. Con tutto il rispetto possibile e dovuto, non ne siamo proprio sicuri. Anzi, pensiamo che sarà certo una gran cosa se, a retrocessione avvenuta, il Fondo statunitense che oggi detiene la maggioranza della società riuscirà a mantenere in pareggio i conti alabardati, sperando infine in un nuovo acquirente per una Triestina appena retrocessa. Con i tempi che corrono in un calcio italiano strapieno di debiti e situazioni oscure, la Triestina rischia infine di fallire e scomparire dal mondo del calcio professionistico. Sarà in buona compagnia non appena certi personaggi non avranno più l’appoggio di certi amministratori.
Speriamo di sbagliarci e di aver ipotizzato un sacco di fesserie. Il tempo dirà da che parte sta la ragione…
[f.c]


