17.09.24 – 08:00 – Tra un’onda e l’altra, ecco come il legame tra uomo e animale può diventare più forte che mai fino a tramutarsi in una vera e propria professione. Ne è testimone Emanuele Esposito, Presidente della Scuola Italiana Cani Salvataggio di Trieste e addestratore. Assieme a lui e ai volontari rispondono all’appello Skye, Wave, Black, Maya, Athena, Zoe, Bell, Athos, Bud, Scooby, Gambit e Pinot, gli amici a quattro zampe dalla SICS, iscritta alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia. Tra Labrador, Golden Retriever, Maremmani, ma anche Pitbull e Rottweiler, gli addestratori seguono attentamente il percorso di crescita e d’insegnamento degli animali così da renderli efficienti e performanti in tutti i casi d’emergenza.
L’unità triestina, compresa nelle oltre 350 unità cinofile SICS operative in Italia, si presta ad essere esempio per molti, adulti e più piccoli, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento dei fedeli amici pelosi all’interno del contesto urbano.
Quanto è importante l’addestramento e come ci si rapporta con un cane-bagnino?
“La formazione è costante perché il legame tra l’animale e l’addestratore è fondamentale. Il cane va in acqua perché ci siamo noi, come fosse un gioco, non perché capisce che c’è un’emergenza in mare. Poi siamo noi a fargli capire quale sia la situazione. Il nostro è un allenamento continuo che si svolge nel corso di tutto l’anno e prende presidio nella spiaggetta di Barcola al terzo Topolino, d’estate ogni sabato mattina dalle 7.30 fino massimo alle 11.30, per evitare che il troppo caldo possa far soffrire gli animali”
I cani-bagnino possiedono delle caratteristiche specifiche?
“Il cane deve avere più di 30 chili e dev’essere un cane d’acqua. A differenza di un bagnino, l’animale è capace di trasportare molto più peso e fino a tre persone alla volta. Le quattro zampe motrici e palmate, oltre l’imbracatura, gli consentono infatti di diventare una sorta una motoscafo, e ha la capacità di sentire meglio la corrente così da arrivare a riva in modo più veloce e semplice. Ma alla base deve esserci sempre il legame tra lui e l’addestratore”.
Come avviene la preparazione per il soccorso in mare?
“Il cane sa già nuotare, possiede una memoria di razza che gli consente di nuotare non appena mette le zampe in acqua. Il resto viene da sé grazie al lavoro degli addestratori. Si inizia già con cuccioli di pochi mesi per poi, dai due anni, cominciare ad operare con diversi gradi di difficoltà fino ad ottenere il brevetto riconosciuto dal Ministero Trasporti e Navigazione. Inseriamo gli strumenti necessari, il SUP, il baywatch (ovvero una boa di salvataggio) e le pinne, così da indirizzare il cane dove che vogliamo. L’addestramento però si concretizza anche a terra con esercizi di mobilità, salto nel cerchio e percorsi ad ostacoli nei quali il cane deve ascoltare le indicazioni da seguire, come evitare di fermarsi a giocare o di prendere del cibo messo a mo’ di trappola”.
Nelle missioni di soccorso l’animale può agire da solo?
“No, il cane non va mai da solo nelle operazioni perché non sappiamo come la persona in pericolo potrebbe reagire, se possa avere paura dell’animale o, essendo sotto shock, tenti di aggrapparsi ad esso in malo modo. Inoltre il cane potrebbe accidentalmente graffiare la persona soccorsa”.
Quali sono le vostre altre attività fuori dall’acqua?
“La nostra è una formazione a 360 gradi. Inseriamo gli animali anche nell’ambiente cittadino come in centri commerciali, nelle scuole, per le strade, sia per creare un legame il più saldo possibile con l’animale, sia per veicolare nella comunità umana il naturale inserimento di quella cinofila e sul corretto comportamento da tenere nei confronti dei nostri fedeli amici a quattro zampe”.
[La presenza dell’unità cinofila SICS Trieste in quel di Barcola è stata concessa dal Comune di Trieste e da accordi presi con la Capitaneria di Porto, con la quale sono anche stati riconosciuti i protocolli da dover eseguire. I volontari sono tutti in possesso del brevetto BLSD (Basic Life Support Defibrillation) capaci di effettuare un intervento di prima soccorso, oltre ad avere all’interno del team medici ed infermieri.
Nata nel 1989 da un’idea di Ferruccio Pilenga, volontario della Protezione Civile, assieme al suo fedele esemplare di Terranova, Mas, la SICS Italia ha visto la luce con la Sarnico sul lago d´Iseo, all’epoca ancora una scuola per “cani-bagnino” in evoluzione. La Scuola è inoltre l’unica struttura a livello europeo ad organizzare annualmente corsi di Elisoccorso per Cani da Salvataggio e a collaborare regolarmente in diverse esercitazioni con i nuclei elicotteristi italiani, quali Soccorso Aereo Aeronautica Militare Italiana, Guardia di Finanza, Protezione Civile, Carabinieri, Vigili del Fuoco Polizia, Eliwork]
[e.s.]


