09.09.2024 – 11.00 – La nota casa d’aste Stadion, rinomata nell’ambito del collezionismo e del (ricco) mercato artistico cittadino, lancerà a breve un’asta a tempo, dal 16 al 18 settembre 2024. Verranno posti all’asta, in particolare, tre generi di merce: stampe, dipinti e qualche gioiello; dipinti dell’ottocento e del novecento; modernariato e una collezione Leica che Stadion avvisa “ribassata del 50%“.
Sebbene non si tratti di un’asta ‘storica’ come la vendita degli arredi di Villa Hermione o la straordinaria vendita del ‘San Marco’ di Boldini a 115mila euro, l’ultima asta presenta diversi ‘pezzi’ inconsueti, specie per la sua natura di miscellanea.
Si parte innanzitutto con un costume, completo di copricapo e attillati stivali, di un ussaro napoleonico. La fabbricazione è medio orientale, il peculiare vestito consunto dai secoli reca il timbro Confections Martin Alger.
Nell’ambito della piccola oggettistica è interessante avvistare un lotto di Cartier, composto da accendino e penna a sfera placcati in oro.
Il mercanto antiquario dei libri non fa eccezione, ha una sua piccola rappresentanza: in questo caso troviamo il sontuoso, ancorché bizzarro apparato decorativo di ‘Trieste austriaca sotto l’Italia‘, una raccolta di xilografie in cartella opera di Carlo Wostri e pubblicata dalla casa editrice L. Cappelli-Trieste-Bologna. Si tratta di stampe satiriche pubblicate alla fine della prima guerra mondiale (1919), dove il morente impero austriaco, ma gli stessi triestini sono oggetto di violente caricature, quasi mostruose.
Inconsueta e particolare la ‘Donna con la cerniera‘ risalente al 2015: si tratta di un torso femminile umano auto costruito; dalla testa (assente) si protende lo stelo di una lampada. Intitolata, firmata e datata da Roberto Wieser viene messa all’asta ad un prezzo considerevole di partenza.
Rientrando su binari più tradizionali il quadro che parte con la maggiore base d’asta è la ‘Tempesta in mare aperto‘, di un anonimo maestro ottocentesco. Raffigura la classica scena del naufragio durante un temporale, con la scialuppa di salvataggio e tante piccole scene di disperazione tra i flutti, avvolti da un mare di stampo romantico.
Nell’ambito delle raffigurazioni locali ‘San Giusto‘ di Antonio Rosè, datato al 1879, offre uno scorcio inedito sulla vecchia cattedrale e non a caso la base d’asta è piuttosto generosa.
Nata nel 1990, Stadion nasce quale ‘creatura’ dell’antiquario triestino Furio Princivalli. Nonostante la predilezione per i quadri otto-novecenteschi Princivalli inaugurò alcune aste rimaste ‘storiche’: si vendettero gli acquerelli di Hitler, le lettere di Napoleone e alcune tra le maggiori collezioni ‘locali’, tra cui gli arredi della villa Bazzoni, del castello di Duino e della secolare Tripcovich.
Dal 2008, nella sede odierna di riva Tommaso Gulli 10, Stadion ha gestito in tempi recenti una delle maggiori aste mondiali dedicate ai pittori sloveni e la collezione dell’atelier di Bruno Chersicla.
[z.s.]


