01.08.2024 – 10:52 – È stato un mercoledì di intensa attività per le squadre di soccorso alpino della regione, con una serie di interventi che si sono susseguiti in diversi punti della montagna. Sono stati ritrovati senza vita due alpinisti austriaci nella Cima di Riofreddo. La giornata era iniziata con una chiamata di soccorso da parte di un escursionista rimasto bloccato sulla, nel Rio degli Uccelli. L’uomo, impossibilitato a muoversi a causa di problemi di circolazione causati dall’imbragatura, è stato rapidamente tratto in salvo dalla Guardia di Finanza e dal Soccorso Alpino di Moggio Udinese. Fortunatamente, l’intervento si è concluso senza conseguenze gravi.
Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sulla parete del Bila Pec, a Sella Nevea, dove un arrampicatore ha richiesto assistenza a causa di un infortunio alla spalla. Grazie alla prontezza del tecnico di elisoccorso presente al campo base, l’uomo è stato salvato in tempi brevi e trasportato in sicurezza.

Poco dopo, un’altra operazione ha visto le squadre di terra impegnate ai Piani del Montasio per il mancato rientro di un’escursionista dalla cima del Jôf di Montasio. Anche in questo caso, fortunatamente, l’esito è stato positivo, con la ragazza ritrovata e riaccompagnata ai Piani.
Ma è stata la terza chiamata a segnare indelebilmente la giornata. Alle prime ore del mattino successivo, dopo una notte di infruttuose ricerche a causa del calare dell’oscurità e delle condizioni non sicure per l’elicottero, i soccorritori hanno finalmente raggiunto i due alpinisti dispersi sulla via Comici alla Cima di Riofreddo. Purtroppo, per i due giovani uomini, rispettivamente del 1994 e del 1985, non c’è stato nulla da fare. I loro corpi, ancora legati alla corda e parzialmente ancorati alla parete, sono stati recuperati intorno alle 5 del mattino, con l’aiuto di dieci soccorritori e un tecnico di elisoccorso.
Le cause dell’incidente restano tuttora incerte. Non è chiaro se sia stato un errore umano o una scarica di sassi a provocare la caduta fatale.
Le operazioni, che si sono concluse intorno alle 9, hanno lasciato un senso di sgomento e tristezza nella comunità alpinistica, ricordandoci ancora una volta la pericolosità e l’imprevedibilità della montagna.
[c.v.]


