06.08.2024 – 07.01 – C’è chi ha il tallero e chi il sigillo. Un team di ricercatori polacco e sloveno sta lavorando per ricreare artificialmente l’odore di alcuni oggetti storici, onde implementarli nei musei e poter offrire ai visitatori un’esperienza ulteriormente immersiva. E tra questi oggetti fa anche capolino il sigillo di Maria Teresa, di cui una copia era presente al Museo Commerciale di Trieste. I ricercatori hanno infatti selezionato alcuni oggetti provenienti dai reciproci musei, con l’obiettivo di riprodurne l’aroma. Non a caso sono stati coinvolti il Museo Nazionale della Slovenia, la Facoltà di Chimica di Lubiana, il Museo Nazionale della Polonia e il Dipartimento di Economia di Cracovia. Il progetto, denominato ‘Odotheka‘, ha selezionato dieci diversi oggetti museali. Attualmente sappiamo che gli sloveni hanno scelto diversi oggetti familiari ai triestini: un sigillo imperiale dell’imperatrice Maria Teresa, la tabacchiera del poeta France Prešeren e il libro del naturalista Johann Weikhard von Valvasor ‘Carniola antiqua et nova‘. In altre parole l’odore della ceralacca di una corte imperiale, del tabacco condito di versi e della vecchia carta stampata. A propria volta il team polacco sta analizzando l’aroma del quadro ‘La donna con l’ermellino‘ di Leonardo da Vinci, tenuto allo Czartoryski Museum di Cracovia. La ricerca, dovesse fornire i risultati previsti, mira a ricreare un’intera biblioteca di odori riproducibili per i visitatori nei Musei, affiancando all’esperienza visiva quella olfattiva. Il pensiero corre a chi soffre di problemi alla vista e/o forme di disabilità per la quale l’odore può offrire un’esperienza sostitutiva, se non arricchente.
La ricerca si è mossa, in quest’ambito, incapsulando gli oggetti dentro apposite provette onde catturare i componenti volatili che si liberano nell’aria e diffondono l’odore in questione. I composti in questione vengono poi identificati con la gascromatografia che consente, a elevate temperature, di distinguere le diverse componenti. Il metodo viene poi affiancato dal giudizio di alcuni esperti che descrivono nel dettaglio gli odori che sentono, distinguendo le diverse note presenti; ad esempio ‘di legno’, acide, di vaniglia e così via. In generale questi esperti si avvalgono di una ‘mappa’ di oltre 60 diversi aromi, senza distinguere tra piacevoli e spiacevoli.
L’applicazione museale prevede di poter offrire di ‘sentire’ il profumo dell’oggetto in mostra, senza però estrarlo dalla bacheca e/o protezione che lo racchiude. Simili esperimenti alle mostre hanno dimostrato come sia preferibile di solito far annusare l’odore del reperto al singolo visitatore, uno a uno. Il progetto, iniziato nel 2021, si concluderà il 30 novembre di quest’anno. A sua volta verrà inserito all’interno di un’esibizione denominata ‘La Cultura del Godimento‘ del Museo Nazionale sloveno che indagherà la storia del caffè, te, tabacco e cioccolato.
[z.s.]


