Museo del Mare, al via la mostra ‘Cronache dal profondo’. Un viaggio negli abissi

30.08.2024 – 07.01 – Le profondità degli abissi marini si sono sempre connotate come ‘terra incognita‘, oggetto delle fantasie di scrittori e artisti. L’arte riporta invece i piedi a terra con la nuova mostra ‘Cronache dal profondo‘ inaugurata oggi, 29 agosto, nella biblioteca Marzari dell’ala nord del Museo del Mare nel Magazzino 26. Si tratta di un’esposizione di arte & scienza realizzata grazie a una triplice collaborazione, ovvero tra il Museo stesso, l’OGS e il WWF Area Marina Protetta di Miramare. Composta da diverse grandi casse che recuperano visivamente la struttura già presente nel Museo, la mostra tratteggia il mondo delle grandi profondità marine dal vicino Adriatico alle Marianne attraverso le realizzazioni pittoriche di cinque artisti. Venti tavole a volte fumettose, a volte ai limiti del fotorealismo: tutte però realizzate con la collaborazione di chi gli abissi li studia, cioè coi ricercatori dell’OGS. Gli artisti – Stefania Delponte, Paola Formica, Chiara Giorgiutti, Maria Luisa Petrarca, Paolo Primon – non a caso presentano opere affiancate dalle fotografie e i video delle spedizioni marine dello Schmidt Ocean Institute. E incarna questa ‘visione’ il ROV Pluto UX del 1980, esposto proprio all’ingresso della biblioteca. Fu infatti il primo robot per l’esplorazione delle profondità marine, donato dall’inventore Guido Gay, della cui famiglia un parente era presente nell’occasione.
La mostra potrebbe sembrare ad alcuni familiare e non sarebbe un caso; era stata infatti già esposta durante MareDireFare – Festival dell’Oceano. La nuova collocazione, a propria volta, durerà fino all’8 settembre, con ingresso libero e gratuito, negli orari del Museo.
I curatori del Museo del Mare Andrea Bonifacio e Silvia Pinna hanno  spiegato come l’esposizione rientri perfettamente nella storia e modalità delle relazioni dell’uomo col mare, cardine dell’intera struttura museale. In particolare il modello delle casse, applicato alla mostra, potrà essere ripetuto anche in altre occasioni.
Ricordiamo che a dicembre 2024 il Museo inaugurerà un’importante mostra su Guglielmo Marconi. Specificatamente s’indagherà il destino post mortem del grande inventore e, come spiegato dalla curatrice Pinna, il fato dell’Elettra, smembrata tra più sedi e più città.

L’assessore comunale alle Politiche della Cultura e del Turismo Giorgio Rossi ha evidenziato la collocazione della mostra in questa “ala nord, appendice del Museo del mare” in attesa della collocazione definitiva. La mostra “si rifà a Diego de Henriquez e al suo ruolo in rapporto al Batiscafo Trieste” essendo stato uno dei protagonisti grazie a cui Piccard scese nella Fossa delle Marianne. Un’impresa, ha ricordato Rossi, paragonabile per sforzi, pericolo e risorse impegnate allo sbarco sulla Luna.

Luciano Del Prete, comandante della Capitaneria di porto di Trieste, ha commentato l’estate ormai in conclusione, osservando che “il diportista giuliano è disciplinato”. Sono stati infatti pochi gli incidenti, le problematiche reali con riferimento alla nautica triestina durante questi caldi mesi del 2024. Per quanto concerne il Museo del mare “qui siamo nella sua casa, questa è anche la storia del modellismo navale tra ottocento e novecento”. Con riferimento invece alla mostra “c’è una terza dimensione, cioè quella subacquea, che si va riscoprendo”.

La mostra, come avverte il titolo, è anche ‘Scienza’ pertanto non sorprende la presenza di Paola Del Negro, direttrice dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, che ha riflettuto come “l’estate per il mare sia andata molto male, con anossia, mucillagini, risalita di materiale dal fondo… E’ un’estate che ha fatto comprendere quanto il mare risenta dei cambiamenti climatici”.
Attualmente “sappiamo più della Luna o di Marte che delle profondità marine; in quest’ambito una mostra come questa è un importante veicolo per trasmettere informazioni sul mare”.

Il direttore dell’Area Marina Protetta di Miramare del WWF Maurizio Spoto ha rilevato la collaborazione ormai pluridecennale con l’OGS: la mostra, ha osservato, riflette inoltre la dinamicità del nuovo Museo del Mare.

Lorenzo Peter Castelletto, uno dei curatori della mostra ‘Cronache dal profondo’, ha ricordato come l’esposizione si collochi sulla scia delle sei precedenti mostre di arte e scienza: l’esposizione si articola in quattro diverse sezioni, ciascuna suddivisa a propria volta con 4 diverse sezioni: biodiversità, cioè quali esseri viventi popolano gli abissi; geomorfologia, cioè qual è l’aspetto del fondale nelle profondità del mare; ricerca scientifica; e infine rapporto uomo- natura. I cinque artisti, primariamente illustratori, hanno collaborato coi ricercatori dell’OGS prima di elaborare le reciproche immagini.

L’inaugurazione della mostra rientra nel programma del 39th International Congress di IBBY – International Board on Books for Young people che si svolgerà negli spazi del Porto Vecchio dal 30 agosto al 1 settembre.
Il Festival MareDireFare è invece co-organizzato assieme al Comune di Trieste, all’Associazione culturale Museo della Bora e a Editoriale Scienza; in collaborazione con Trieste città della conoscenza, Ibby Italia, Liceo artistico Max Fabiani, GeoAdriatico, il Museo della Bora, Trieste Bookfest e WWF YOUng. Il Festival si svolge grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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