01.08.2024 – 09:33 – Il mal di schiena, è una delle principali cause di disabilità a livello globale, e il Friuli Venezia Giulia non è esente da questo problema. A dichiararlo è Melania Salina, presidente dell’Ordine dei fisioterapisti della regione, che ha parlato non dell’impatto di questo disturbo, evidenziando la sua frequenza e le sue cause multifattoriali, ma anche l’importanza della fisioterapia nella sua gestione e prevenzione. ‘Prevenzione e gestione’ che però, come sottolinea la presidente Melania Salina, purtroppo non sono così di rapido semplice accesso in Italia, a causa soprattutto delle lunghe liste d’attesa che obbliga molti cittadini a doversi rivolgere al settore privato, investendo una spesa economica importante.
È vero che il mal di schiena colpisce un cittadino su due nel corso della vita? Quali sono i fattori principali che contribuiscono a questa elevata prevalenza?
“La lombalgia, comunemente chiamata ‘mal di schiena’ è il disturbo muscoloscheletrico più frequente, ed è la causa di numerose assenze dal lavoro. Nel 90% dei casi, il mal di schiena non è dovuto a patologie gravi, ma comporta significative limitazioni e un elevato costo sociale. È un sintomo che richiede l’attenzione sia dei medici che dei fisioterapisti. Tra i fattori principali che lo scatenano ci sono la sedentarietà, il fumo, che interferisce con la buona ossigenazione dei tessuti, una cattiva alimentazione e il carico di lavoro sulla colonna vertebrale. Questi elementi, che sono solo alcuni, combinati tra loro contribuiscono significativamente alla manifestazione del disturbo. L’età media si è abbassata negli ultimi anni e una delle motivazioni principali è sicuramente il carico degli zaini scolastici a cui i bambini, fin da piccoli, sono costretti a vivere quotidianamente.”
In Friuli Venezia Giulia, quali sono le principali sfide che i cittadini affrontano nell’accesso ai servizi di fisioterapia?
“In Friuli, come in tutta Italia, per accedere ai trattamenti fisioterapici nel settore pubblico o privato accreditato, è necessario un invio del medico fisiatra nel 90% dei casi. Questo raddoppia i tempi d’attesa a causa delle lunghe, lunghissime liste d’attesa sia per le visite fisiatriche che si sommano poi a quelle dei fisioterapisti. Va considerato che, nel nostro settore c’è una carenza di offerta nel pubblico e nei privati accreditati (quindi i convenzionati) e questo a sua volta porta a tempi di attesa che si dilatano sempre più”
Come si potrebbe migliorare l’accesso ai servizi di fisioterapia nel pubblico?
“Una soluzione potrebbe essere permettere ai medici di base di richiedere trattamenti fisioterapici, eliminando la necessità di inviare il paziente al medico fisiatra. Inoltre, è fondamentale aumentare l’offerta di servizi nel settore pubblico per garantire un accesso più equo per tutti i cittadini. Attualmente, nella nostra regione e nel nostro paese, il 45% della popolazione decide di recarsi dai privati e pagarsi di tasca di propria le prestazioni fisioterapiche.”
Dal punto di vista economico, quali sono i costi per una seduta fisioterapica nel privato e nel pubblico?
“Il gap economico è importante. In ambito privato non esiste un tariffario nazionale, quindi ogni professionista può stabilire la propria tariffa, che solitamente varia da un minimo di 30 euro a un massimo di 90 euro a seduta. I fattori che ne determinano il costo preciso sono molti, tra cui sicuramente l’esperienza. Per legge però, ogni fitoterapista è tenuto a fare un preventivo al paziente, il quale deve sapere sempre il numero di sedute che sono necessarie e il costo. Ben diversa è la situazione nel settore pubblico, dove attualmente un ciclo di 10 sedute ha un costo di 36 euro (il ticket), e lo Stato copre la maggior parte dei costi. Tuttavia, è importante continuare a lavorare per aumentare l’accessibilità e ridurre i costi per i pazienti economicamente svantaggiati.”
Quali iniziative sono previste per la Giornata mondiale della fisioterapia?
“In occasione della Giornata mondiale della fisioterapia, il prossimo 8 settembre, riproporremo il progetto ‘La schiena va a scuola‘ per formare studenti, genitori e famiglie nell’approccio educativo alla gestione del carico meccanico. Organizzeremo inoltre conferenze pubbliche per informare al meglio, sempre in ambito principalmente preventivo, la cittadinanza e i preparatori atletici. A livello territoriale, stiamo studiando nuove iniziative per coinvolgere anche le farmacie oltre che le istituzioni locali.”
[c.v.]


