28.08.2024 – 07.00 – La storia dell’esodo Giuliano – Dalmata, con la tragedia delle Foibe, rivivrà presto in una mostra al Vittoriano: sarà un grande e appassionato racconto a partire dalle esperienze degli esuli. La mostra nasce da un’intesa tra l’Istituto Vittoriano, Palazzo Venezia e Federesuli. La firma al Ministero della Cultura. E mentre è atteso il voto alla Camera per l’istituzione a Roma del museo del Ricordo, la scelta del Vittoriano, come sede della mostra non è casuale.
A firmare la convenzione, svoltasi al Ministero della Cultura di Roma, tra l’Istituto Vittoriano e Palazzo Venezia (VIVE) e la Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati per la realizzazione al Vittoriano di una mostra temporanea sull’esodo giuliano-dalmata, nelle more della realizzazione, nella Capitale, del Museo del Ricordo, c’erano il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, la direttrice del VIVE, Edith Gabrielli, il presidente di Federesuli, Renzo Codarin, il suo presidente onorario, Giuseppe De Vergottini, il ministro plenipotenziario Michele Rampazzo, coordinatore per le minoranze e gli esuli.
«Questa mostra è il primo e importante passo verso la realizzazione del Museo del Ricordo qui a Roma dedicato alla memoria dei martiri italiani delle foibe massacrati dalla cieca violenza comunista titina – ha affermato il ministro Sangiuliano -. Grazie all’intesa con la Federazione delle Associazioni degli esuli daremo vita ad un’esposizione al Vittoriano che accenderà, in un luogo altamente simbolico e centrale per l’identità nazionale, un faro potente sul buco nero della memoria legata all’esodo, dalle loro terre, di istriani, fiumani e dalmati nel Secondo Dopoguerra. Con questa esposizione continuiamo a restituire, dopo troppo silenzio, la dovuta visibilità e soprattutto la giusta dignità e memoria alla tragedia delle foibe».
«La firma di questa convenzione conferma il rinnovato spirito di collaborazione tra Federesuli e istituzioni, in particolare con il Ministero della Cultura. La mostra al Vittoriano è un progetto importante e ambizioso per il quale non posso che ringraziare la direttrice Gabrielli e il ministro Sangiuliano, la cui sensibilità per la nostra storia è foriera di grandi risultati», ha dichiarato il presidente Codarin.


