Fine Vita, la ‘carta’ dell’autonomia FVG. Ipotesi mozione di voto alle Camere

01.08.2024 – 13.16 – Esercitare pressione sul Parlamento, affinché si legiferi con chiarezza sul fine vita. È l’obiettivo della mozione di voto alle Camere e al Governo proposta da 15 consiglieri di opposizione del Friuli Venezia Giulia. Lo statuto di autonomia della Regione contiene infatti al suo interno un istituto suo proprio, cioè la possibilità di lanciare un invito istituzionale di voto alle Camere. A fronte del disimpegno operato nelle ultime discussioni sul fine vita in Regione dove si richiedeva che fosse il Parlamento a discuterne, ora la mozione ripropone il tema in Consiglio, chiedendo che si decida o meno se procedere all’invito istituzionale a Roma.
La manovra d’altronde rientra in parallele azioni svolte in altre Regioni italiane: dall’iter particolare perseguito dall’Emilia-Romagna, al tentativo poi fallito nel Veneto di Zaia. Tuttavia la natura autonomista della Regione potrebbe in tal senso costituire un ulteriore vantaggio, uno sprone maggiore all’azione da parte del Governo e delle Camere.
La presentazione della proposta di mozione di voto è avvenuta oggi, giovedì 1 giugno, nella cornice del palazzo del Consiglio regionale, alla presenza dei consiglieri Roberto Cosolini (Pd) ed Enrico Bullian (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg).
I proponenti della mozione sono Bullian, Cosolini, Moretuzzo, Massolino, Putto, Liguori, Conficoni, Fasiolo, Martines, Mentil, Pozzo, Celotti, Carli, Capozzi, Honsell, Pellegrino e Moretti.

“Ci riproviamo con questo terzo ‘atto’ – ha dichiarato Bullian – chiediamo che il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, posto che ha affossato il precedente disegno di legge sul fine vita di iniziativa popolare (firmato da 8mila cittadini) adducendo che la competenza sarebbe esclusivamente dello stato, ponga allora questa domanda al Parlamento. Il punto di partenza è la sentenza n. 242/ 2019 della Corte Costituzionale”

“Cerchiamo di rispondere a un’esigenza che nasce dalla società; solo nel FVG vi sono quattro richieste di questo tipo, tra cui quella conclusa con successo di ‘Anna’. Presenteremo infatti a breve un’interrogazione su altri due casi emersi in questi giorni” ha concluso il consigliere.

“Nell’occasione della proposta del disegno di legge diversi esponenti del Consiglio regionale hanno detto che dev’essere il Parlamento a legiferare – ha osservato Cosolini – chiediamo allora che il Consiglio ponga effettivamente questa domanda alle Camere. Se saranno coerenti con quanto dichiarato in precedenza, dovrebbero votare a favore in maggioranza”.

A proposito delle critiche mosse dalla maggioranza, Cosolini ha replicato che “la soluzione non possono essere le cure palliative che vanno certo potenziate, ma nei casi estremi non sono un’alternativa; ricordiamo ad esempio che ne usufruisce la tessa Martina Oppelli”.

“La sensazione che ho è che la libertà di coscienza esiste nel centro sinistra, ma sia pressoché scomparsa nel centro destra; almeno a sentire tanti colleghi che, in contesti informali, mi dicono che sarebbero d’accordo, ma che non possono esprimersi. Speriamo che, in quest’occasione, vi sia una libertà di coscienza…”

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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