06.08.2024 – 10.24 – “Egregio Direttore di Trieste.News, appellandomi al diritto di replica, intervengo in quanto tirata in causa, senza alcun motivo e mio malgrado, dall’articolo di Redazione Trieste All News dal titolo: “Il Gruppo Consiliare di FdI sull’atteggiamento canzonatorio della Battellino nei confronti della dott.ssa Paglino” pubblicato via web in data 21.06.2024. Il vostro articolo, di cui vengo a conoscenza solo oggi [4 agosto 2024 NdR], riporta integralmente il comunicato che il consigliere regionale capogruppo di Fratelli d’Italia avv. Claudio Giacomelli ha reso di dominio pubblico attraverso il sito della Regione Friuli Venezia Giulia, (ACON) Trieste, 21.06.2024-13:19.
Ora poiché ritengo quanto riportato nell’articolo a firma Giacomelli sia altamente denigratorio del mio ruolo attuale e del mio passato politico trascorso a difendere i diritti delle donne, chiedo a codesta Direzione la pubblicazione della mia replica sulla versione dei fatti. Nell’articolo da Voi pubblicato, il consigliere Giacomelli si rammarica perché, a suo dire, io non avrei “interiorizzato il senso di vocazione” che il ruolo di commissaria della CRPO impone. Non mi soffermo sull’uso del temine “vocazione” che, a parer mio, poco si addice alle qualità di competenza richieste per ricoprire l’incarico di commissaria della CRPO ma, a tal proposito, invito a valutare il mio curriculum che credo sia all’altezza della carica ricoperta su nomina dell’Assessore Alessia Rosolen.
In merito ai fatti descritti nel suddetto comunicato stampa, occorre premettere che il consigliere regionale Alessandro Basso è stato audito dalla CRPO in seguito ad un acceso dibattito avvenuto in Aula Consiliare tra il consigliere e la consigliera Serena Pellegrino; audizione, peraltro, sollecitata dallo stesso consigliere e proposta alla commissione dalla Presidente (verbale 15.04.2024). I fatti accaduti in Aula Consiliare il 21 marzo, quindi di dominio pubblico, ci furono documentati con l’invio di corposo dossier tramite la Presidente della CRPO, Dusolina Marcolin. La Commissione deliberò di accogliere la richiesta di audizione per esprimere le proprie valutazioni sul linguaggio usato in Aula. In merito all’audizione avvenuta in data 13 maggio, in seduta riservata, i cui risultati sono a verbale e di cui ritengo di essere tenuta al segreto d’ufficio, posso però dire che:
- La commissione accettò di entrare nel merito della questione “politica” del linguaggio “al femminile”, in quanto l’argomento è da sempre oggetto di lunghi dibattiti in Commissione, che sulla questione si è più volte espressa affermando l’importanza dell’uso del femminile nel linguaggio, per una più corretta promozione delle pari opportunità tra uomo e donna, argomento su cui vertono i lavori della Commissione.
- Il consigliere regionale Basso si presentò in Commissione con un’accompagnatrice di aspetto apparentemente giovane sulla quale non ho fatto il benché minimo commento ironico, limitandomi solo ad evidenziare come le sedute della CRPO non fossero di norma aperte al pubblico e conseguentemente chiedendo di valutare che venisse applicato il modus operandi solitamente adottato per le nostre riunioni, e un tanto anche a tutela della privacy dell’audito alla luce del fatto che sembrava dovessimo entrare in argomenti che interessavano la sfera personale del consigliere medesimo.
Ora apprendo che avrei detto, riferendomi all’accompagnatrice del consigliere Basso: “che questa signorina esca dall’aula”. Innanzitutto non comprendo come il consigliere Giacomelli possa citare una frase né sentita, né riportata nel verbale della commissione. Inoltre, qualora anche avessi appellato con il termine “signorina” una persona per me tuttora sconosciuta, sulla cui competenza non mi permetterei mai di esprimere alcun giudizio, mi sorprende ancor più che questo titolo venga, dal capogruppo di Fratelli d’Italia, considerato “fatto estremamente grave “e offensivo, tanto da suggerirmi di chiedere scusa alla Sua Capo segreteria. Basita di una simile richiesta, verifico come la Treccani definisce il termine che avrei usato e trovo: “ Titolo di cortesia e di rispetto con cui ci si rivolge o ci si riferisce a donna giovane non sposata..” . Confesso che non sapevo, né mi interessa sapere se la dott.ssa Margherita Paglino sia o meno coniugata, ma certamente mi apparve giovane. Tuttavia, ammetto che per noi donne i titoli di “signora” o “signorina” possano essere considerati termini sessisti, soprattutto se usati in contesto professionale, non certo nel contesto di cui trattasi, in quanto ignoravo del tutto le competenze e i motivi della presenza ad un’audizione della dott.ssa Margherita Paglino, di cui non credo di essere tenuta a conoscere i ruoli che svolge in Comune e in Regione.
Comunque dovessi scusarmi, lo farò volentieri allorché gli uomini, tutti ed i politici in primis, smetteranno di considerare il titolo di “signora”, ancorché molte di noi siano avvocate, dottoresse, architette ecc., un termine di pura cortesia. Né esiterei a scusarmi, se con l’appellativo di signorina mi fossi rivolta ad una persona notoriamente riconosciuta per il suo ruolo professionale, perché in tal caso la mia ignoranza non sarebbe stata credibile, ma nella fattispecie di cui trattasi lo è, e non comprendo quale faziosità ci sia stata nel richiedere che la seduta della Commissione avvenisse come normalmente avviene. Per quanto riguarda la “declarata” espulsione che sarebbe avvenuta a causa mia, confermo di aver richiesto la seduta riservata alla Presidente che, ottenuta la condivisione dell’intera Commissione, ha personalmente invitato a rimanere in sala solo il consigliere regionale Basso per procedere all’audizione programmata (vedi verbale del 13 maggio) . Dunque non c’è stata alcuna espulsione né abuso di potere da parte mia, e considero l’esternazione del consigliere regionale Giacomelli non solo offensiva nei miei confronti ma anche altamente irrispettosa nei riguardi della Presidente Marcolin, che guida da cinque anni questa Commissione, e di tutte le componenti che hanno condiviso la mia richiesta. Stupisce, peraltro, che il consigliere regionale Giacomelli nel suo comunicato stampa sia edotto e riferisca di fatti cui non ha personalmente assistito, quindi scriva “per sentito dire”, il che la dice lunga sulla “segretezza” della seduta.
Ribadisco: nessuna irrisione da parte mia nei confronti di alcuno, ma solo la richiesta di applicare la norma che non prevede per la Commissione sedute pubbliche. Se si vorrà che le sedute diventino tali basterà che il Consiglio regionale recepisca la proposta da me inviata, già in precedenza, alla Commissione; per quanto mi riguarda la riterrei una vittoria per tutti coloro che, come me, amano la trasparenza e il rispetto delle norme. Affermare, poi, che con la mia richiesta avrei privato il consigliere regionale Alessandro Basso del suo supporto tecnico e che gli avrei addirittura “negato la possibilità di avvalersi della competenza tecnica del suo tecnico amministrativo”, la ritengo un’affermazione ridicola e addirittura offensiva nei confronti del suo stesso collega di partito, che a mio modesto parere è perfettamente in grado di spiegare autonomamente le proprie ragioni senza bisogno di ricorrere ad appunti o suggerimenti di supporto che nel caso in questione nulla avrebbero avuto di tecnicistico.
Con riferimento al mio lontano progetto del Partito delle Donne, citato ancora a sproposito dal consigliere regionale Giacomelli, concludo dichiarando di considerare una vittoria l’aver ottenuto circa un ventennio fa quasi il 2 per cento di preferenze, contribuendo alla costruzione di una lista tutta al femminile. Fu una esperienza entusiasmante anche se non riuscimmo a superare lo sbarramento imposto, ma che produsse la norma in merito alla presenza obbligatoria nelle liste regionali di almeno un 30 per cento di appartenenti a ciascun sesso. Qualcuno, all’epoca il governo regionale era di centro-sinistra, temeva che continuando su quella via avremmo potuto occupare qualche scranno in più nell’aula regionale e così nacque la norma della quota rosa in lista: di fatto ci fu impedito di proseguire sulla proposta “scelgo donna”. Oggi sono tra quelle persone che affermano che l’attuale Presidente del Consiglio Meloni stia facendo, con la sua presenza in prima linea, quei progressi al femminile che a noi non è riuscito di fare in tanti anni di lotte. Detto questo, auspico che il gruppo di F.lli d’Italia, nel legiferare, sappia dimostrare in Aula il proprio apprezzamento per la competenza delle donne, valore aggiunto inestimabile per il progresso del nostro Paese, e mi auguro che giunga presto il tempo che a rappresentarci ci siano oltre ai tanti “fratelli”, altrettante “sorelle”. Rassicuro il consigliere regionale Giacomelli circa la mia attuale non iscrizione ad alcun partito. Personalmente mi ritengo di centro, ovvero appartenente a quelle persone che usano il ragionamento e sostengono le idee per il loro valore e significato, indipendentemente dal fatto che provengano da destra o da sinistra. Per quanto riguarda, infine, la mia “inadeguatezza” al ruolo che ricopro, ritengo la frase offensiva nei miei confronti e a tutela della mia immagine mi riservo di agire a termini di legge. Con distinti saluti”,
Dott. Arch. Alessandra Battellino [San Daniele del Friuli, 4 agosto 2024, Componente della CRPO]
[diritto di replica, Testo unico dei doveri del giornalista 3 febbraio 2016]


