31.07.2024 – 14.37 – Stagione estiva a singhiozzo per la maggior parte degli stabilimenti balneari della provincia di Trieste. A pesare è stato soprattutto un mese di giugno sostanzialmente inesistente dal punto di vista stagionale a causa del maltempo e delle temperature al di sotto della norma. Dunque, la partenza ufficiale è stata rinviata a luglio tra le preoccupazioni dei gestori stessi: «La stagione ora sta procedendo nonostante un giugno che dal punto di vista meteorologico e delle mucillagini ci ha messo a dura prova – spiega Luca Calabrò dello stabilimento “Le Ginestre” – ma abbiamo la fortuna di lavorare con una tipologia di clientela affezionata che ha riempito i nostri spazi ed è sempre tutto esaurito tanto che, per prenotare, è meglio sempre chiamare una settimana in anticipo». Riferendosi ai danni provocati dalle mareggiate dello scorso anno, fa sapere che «siamo riusciti ad aprire in tempo e a tornare alla normalità» tuttavia «il grosso dei problemi è stato ricostruire e siamo in attesa dei fondi regionali destinati al ripristino delle aree danneggiate per stare più tranquilli, nella misura dell’80 per cento dei danni subiti».
Secondo Manfredi Carignani, socio dello stabilimento Sticco Mare, «il problema di fondo è l’Italia con le sue lentezze burocratiche. Abbiamo subito le mareggiate che hanno distrutto lo stabilimento, abbiamo investito soldi e dalla Regione abbiamo ricevuto solo una parte del rimborso, stiamo aspettando il resto». Poi aggiunge: «Intanto siamo riusciti a ricostruire tutto ma la stagione procede a singhiozzo e in generale registriamo un minore afflusso». L’occasione è buona per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «Il Comune in 8 mesi non è ancora riuscito a sistemare la strada che porta dal bivio di Miramare a noi e ciò ci ha sicuramente penalizzato. Un danno allucinante e i lavori sembrano fermi». Carignani stima che a giugno ci sia stata «una perdita del 70 per cento e dunque non sarà semplice recuperare i mancati incassi. Tra l’altro abbiamo aperto in ritardo, il 20 giugno. La Regione ha anticipato una parte di risorse per iniziare i lavori di ripristino – arrivate a giugno inoltrato – ma stiamo aspettando la seconda quota per saldare una parte dei lavori già eseguiti». Al Bagno Ferroviario i lavori di ripristino sono costati 150mila euro e a Grignano 2 lavori circa 300mila euro.
Il referente provinciale del sindacato italiano balneare Marco Salviato spiega: «La stagione è partita a luglio, giugno è andato perso e stiamo lavorando comunque con un calo di presenze durante la settimana a causa di una minore potenzialità di spesa da parte dei turisti stranieri e a causa degli eventi sportivi che hanno tenuto a casa tante persone». Inoltre, riguardo i lavori di riqualificazione dovuti alle mareggiate di novembre «quasi tutti gli stabilimenti hanno dovuto ritardare l’apertura e sono ancora in fase di sistemazione, qualcuno addirittura aprirà il primo agosto come il Cral dell’ente porto». Alla fine della stagione bisognerà tirare le somme: «Abbiamo già perso un terzo degli incassi e per esperienza ciò che è perduto non si recupera».
[e.b.]


