29.07.2024 – 14.58 – Trieste è stata, questa mattina, la 15ma tappa del tour nazionale “Facciamo semplice l’Italia – parola ai territori” del Dipartimento della funzione pubblica e del ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, dedicato alla semplificazione e digitalizzazione per il sistema delle imprese e alle nuove sfide per la Pa del reclutamento e attrattività, in particolare nei confronti delle giovani generazioni. «Stiamo lavorando per cercare di portare la pubblica amministrazione connessa al territorio – ha spiegato il ministro – e c’è un grandissimo lavoro da fare soprattutto dal punto di vista del capitale umano, la pubblica amministrazione ha subito una violenza profonda negli anni del turn-over perdendo tra il 2009 e il 2020 quasi 300mila persone». Secondo Zangrillo «vanno recuperate le competenze e bisogna lavorare sulle procedure concorsuali rendendole molto più rapide e snelle e all’altezza della concorrenza per essere attrattivi». Non meno prioritarie, la formazione sulle nuove tecnologie e l’importanza di riconoscere il merito.
«Nella pubblica amministrazione – ha riferito il ministro – perderemo, da qui al 2032, un milione di persone che andranno in quiescenza, è un problema ma anche una grande opportunità per affiancare a chi già lavora con esperienza le nuove generazioni che portano freschezza e velocità». Ma soprattutto «basta dire che la pubblica amministrazione è il posto fisso, le nuove generazioni non si accontentano di questo ma la pubblica amministrazione deve essere capace di valorizzare il capitale umano».
Dal canto suo, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha ricordato l’approvazione di «una legge innovativa per la creazione della Scuola di formazione del comparto unico, con la trasformazione della Fondazione Anci Compa in una realtà in house dell’amministrazione regionale, vogliamo realizzare una serie di attività per avvicinare i giovani alla pubblica amministrazione». Secondo Fedriga «serve continuare sulla strada della leale collaborazione tra istituzioni analizzando nel dettaglio ogni singola procedura ed è cruciale insistere sulla interoperabilità dei sistemi informativi e sulla chiarezza normativa, troppo spesso l’incertezza nell’interpretazione delle leggi finisce per portare a un blocco dell’azione della Pubblica amministrazione».
Nel corso del suo intervento il governatore ha ricordato, inoltre, la pressoché totale adesione al fascicolo sanitario elettronico da parte dei cittadini della regione e alcuni importanti progetti messi in campo in Friuli Venezia Giulia: solo lo 0,9% non ha dato il proprio consenso. La nostra regione – è stato detto – può vantare infatti quasi 2.200 chilometri di fibra ottica di dorsale in grado di collegare 1.300 sedi della pubblica amministrazione, compresi Comuni, ospedali e oltre 400 istituti scolastici. L’obiettivo sfidante del ministro «è quello di semplificare 600 procedure amministrative entro giugno 2026 nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza».
Secondo il presidente «non esiste parlare di semplificazione senza tradurla in realtà: soffriamo una stratificazione normativa enorme e una mancata chiarezza delle procedure stesse e questo è un problema democratico». Dunque ha concluso: «Se l’impresa o il cittadino, prima di compiere un’azione, non è in grado di sapere quali sono le regole per rispettare le norme è un problema di democrazia. Possono essere complicate ma devono essere chiare».
[e.b.]


