Trieste Airport, zero emissioni entro il 2027 col fotovoltaico e i motori elettrici

14.06.2024 – 07.01 – Secondo i numeri dell’Air Transport Action Group il settore dell’aviazione produce il 2% globale delle emissioni di CO2; 3% nel caso europeo dove tra le dieci compagnie più inquinanti troviamo 9 centrali a carbone e, al decimo posto, una compagnia aerea. È pertanto impossibile per un aeroporto azzerare le proprie emissioni di CO2; può però, qual è il caso di Trieste Airport, rendere a impatto zero le proprie infrastrutture ‘a terra’. I mezzi per il trasporto dei passeggeri, le strutture di accoglienza, i negozi presenti, i collegamenti da/ per l’aeroporto e così via. In altre parole gli aerei sono i mezzi più inquinanti in circolazione, però l’aeroporto a propria volta può abbassare le proprie emissioni di anidride carbonica.
In questo contesto Aeroporto Friuli Venezia Giulia, all’interno del Piano Quadriennale degli interventi 2024-27 approvato dall’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC), ha progettato una vasta gamma di interventi finalizzati all’obiettivo delle zero emissioni entro il 2027.
Si parte con il nuovo impianto fotovoltaico inaugurato lo scorso fine marzo: 3.143 kW di potenza installata integrato con batterie di 600kW di potenza per l’accumulo e il riuso dell’energia rinnovabile prodotta. Si tratta del più grande impianto mai realizzato in un aeroporto italiano; include pannelli sul tetto del parcheggio multipiano e sul terreno, all’interno dell’aeroporto. Il campo fotovoltaico collocato a terra non sottrae spazio all’agricoltura, perchè collocato in aree di sedime aeroportuale. Attraverso la modalità autoconsumo l’aeroporto può soddisfare l’80% dei propri consumi elettrici attuali.
L’esubero viene ceduto in rete per rifornire, nel futuro e breve-medio termine, le auto elettriche regionali. Si tratta pertanto di un campo fotovoltaico dalla duplice funzione: alimentare l’aeroporto e i trasporti pubblici (automobili regionali e servizi navette). L’impianto, cofinanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è costato 5 milioni 624mila euro. La parte a terra si sviluppa fino a 25mila metri quadri, con dimensioni ragguardevoli.

L’inserimento dei pannelli solari è proceduto di pari passo con la sostituzione della flotta aziendale di Trieste Airport con mezzi elettrici: sono infatti stati acquistati e posti in funzione 29 nuovi mezzi, utilizzati in aeroporto per la maggior parte delle funzioni aeroportuali.
A maggio 2024 risultano operativi i mezzi per i servizi rampa e ispezioni, un minibus per gli equipaggi, le scale per lo sbarco passeggeri, i veicoli per il trasporto di passeggeri disabili, i veicoli per il trasporto dei bagagli, i trattori per il traino di alcuni aerei, i trattori per i trasporti interni, il veicolo per le pulizie a bordo, i veicoli cargo per la merce su pallett, i carrelli elevatori, la spazzatrice e gli autobus per il trasporto dei passeggeri da/per l’aereo. Il rimpiazzo è stato reso possibile da un finanziamento regionale pari a 2milioni 735mila euro e un altro auto finanziato pari a quasi un milione (911mila). La sostituzione garantirà un taglio dell’89% dell’emissione di CO2 prodotta dallo scalo.

Il prossimo passo, guardando all’orizzonte del 2027, consisterà nell’inserimento di nuove Unità di Trattamento dell’Aria, di un generale sforzo per ridurre la dispersione energetica degli edifici e dell’installazione di nuove pompe di calore.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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