Nuove scoperte sulla biodiversità ittica attraverso l’analisi del DNA ambientale nella laguna di Marano e Grado

26.06.2024 – 09:56 – Per la prima volta, la biodiversità ittica della Laguna di Marano e Grado, una delle zone umide costiere più significative del Mediterraneo, è stata studiata attraverso l’analisi del DNA ambientale. Questa tecnica innovativa permette di rilevare il materiale genetico rilasciato dagli organismi nell’ambiente, offrendo una panoramica dettagliata delle specie presenti senza la necessità di catturarle. Il progetto Interreg Italia – Croazia ARGOS, finalizzato alla gestione sostenibile delle risorse marine nell’Adriatico, ha commissionato questo studio all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). Supportato anche dal National Biodiversity Future Center (NBFC) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), lo studio rappresenta un passo significativo verso la comprensione della biodiversità marina.

“Abbiamo impiegato il metabarcoding del DNA ambientale (eDNA) per identificare le specie ittiche presenti in campioni d’acqua, senza doverle catturare,” spiega Elisa Banchi, ricercatrice dell’OGS. Questa tecnica è stata affiancata dalla pesca con rete tradizionale per confrontare e verificare i dati raccolti. I risultati, pubblicati sulla rivista Estuarine, Coastal and Shelf Science, dimostrano l’efficacia dell’approccio molecolare.

“Questo studio fornisce dati essenziali per sviluppare strategie future di conservazione e gestione della Laguna di Marano e Grado,” sottolinea Valentina Tirelli, coordinatrice dello studio. I risultati non solo offrono una visione chiara delle dinamiche ecologiche della laguna, ma rappresentano anche un modello per future ricerche e applicazioni.

L’utilizzo della genetica accanto ai metodi tradizionali di monitoraggio consente di individuare anche specie rare o non autoctone, valorizzando la biodiversità locale. Sergio Stefanni, ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn e coautore dello studio, evidenzia come questo lavoro sia un esempio perfetto di integrazione di competenze diverse per la gestione sostenibile delle risorse ittiche.

Grazie al finanziamento del programma Interreg V-A Italia-Croazia e del PNRR, il progetto ARGOS ha potuto esplorare nuove frontiere nella protezione delle risorse marine. Questo studio pionieristico non solo amplia la comprensione della biodiversità nella Laguna di Marano e Grado, ma getta anche le basi per future ricerche volte alla sostenibilità delle risorse marine.

[c.v.]

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