Decreto flussi: presentato l’esposto in procura antimafia

06.06.2024 – 07.27 –  È stato presentato nella giornata di ieri, mercoledì 5 giugno, l’esposto dal Presidente del Consiglio alla Procura distrettuale antimafia in merito agli esiti delle procedure conseguenti al decreto flussi conferma la necessità di superare l’attuale modello delle quote per evitare il rischio di irregolarità e per dare risposte più puntuali alle richieste di manodopera del tessuto produttivo.Questo quanto espresso dall’assessore regionale al Lavoro, che aveva sottoposto tale situazione anche alla Commissione Lavoro della conferenza Stato-Regioni. L’esponente dell’Esecutivo regionale ha rimarcato che il Presidente del Friuli Venezia Giulia aveva segnalato al Governo, e nello specifico al ministro del Lavoro, alcune gravi  irregolarità nelle procedure di presentazione delle domande emerse in seguito ai controlli effettuati dalla Regione. 

Tali verifiche hanno infatti portato ad ipotizzare che il decreto flussi sia sfruttato per consentire un indebito accesso in Friuli Venezia Giulia a persone che non ne hanno diritto. Irregolarità delle quali la Regione ha avuto conferma direttamente dalle aziende in spendita del nome delle quali le domande sono state presentate, che ne hanno disconosciuto l’autenticità, tant’è che si sono recate, successivamente e sulla base della documentazione fornita, a sporgere denuncia.

Nello specifico sono stati individuati numerosi casi di furto d’identità: solo nei primi giorni di aprile e limitatamente al territorio di Trieste e Gorizia sono state individuate oltre 400 istanze false a fronte di 60 quote assegnate a quei territori. La normativa attuale prevede, infatti, che tutte le domande che si collocano in posizione utile per ottenere la necessaria quota, ad avvenuta decorrenza di 20 giorni per il lavoro stagionale e 60 per il non stagionale dalla data di inoltro, vengano automaticamente accolte a prescindere dall’attività istruttoria, con conseguente emissione del relativo nulla osta, trasmesso in formato digitale direttamente alle autorità consolari competenti per territorio.

L’assessore ha rimarcato che per la Regione sono ugualmente positive la rassicurazione giunte dal ministro del Lavoro sul rafforzamento delle attività di verifica e sull’introduzione di ulteriori misure di contrasto alle irregolarità. L’attuale modello è infatti troppo vulnerabile nei confronti di abusi e distorsioni del sistema.

[c.s] [n.n]

Ultime notizie

Dello stesso autore