Cosa sta succedendo con le concessioni balneari in FVG?

26.06.2024 – 07:13 – A fine aprile il Consiglio di Stato ha confermato la scadenza delle concessioni balneari per le spiagge al 31 dicembre del 2023, costringendo così le amministrazioni a revocare eventuali deroghe per l’anno in corso. Il punto, ampiamente dibattuto in Italia negli ultimi anni, riguarda l’applicazione di un regime realmente concorrenziale nelle gare per la concessione delle coste, secondo i principi della Corte di Giustizia UE e la giurisprudenza europea. Al centro della discussione c’è un punto nodale: il fatto che le spiagge possano essere considerate una risorsa “scarsa” o meno, tesi quest’ultima portata avanti dal governo e addotta come giustificazione della mancata applicazione della direttiva Bolkestein, che impone agli Stati membri di mettere a gara le concessioni demaniali in scadenza, proibendo il ricorso alle proroghe automatiche. È invece di pochi giorni fa (24 giugno) la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge con cui la Regione Sicilia nel 2023 aveva prorogato le concessioni demaniali marittime a scopo turistico-ricreativo già scadute.

Anche in Friuli Venezia Giulia il tema è di stretta attualità. Attualmente il demanio marittimo della regione incassa poco meno di 5,6 milioni di euro per le concessioni balneari, ma, come ha spiegato l’assessore regionale al Demanio, Sebastiano Callari nell’illustrare le linee guide per il rilascio delle concessioni demaniali marittime, l’obiettivo è creare valore e migliorare l’offerta turistica della regione. Per questa ragione nelle linee guida per il rilascio delle concessioni demaniali marittime è stata inserita una porzione minima di area da destinare a spiaggia libera ma anche la possibilità di allargare l’offerta ad un settore di lusso.

“Il documento – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – è volto a consentire agli enti gestori l’avvio delle procedure di evidenza pubblica per la scelta del concessionario e cercare di superare l’annosa questione dei rinnovi delle concessioni. Senza fare norme, non abbiamo la competenza a legiferare in materia, con i Comuni abbiamo intrapreso la strada dei bandi che privilegiano il miglioramento dei servizi, la qualità e gli investimenti da parte degli imprenditori”. Quel che la Giunta ha posto in testa nella graduatoria delle priorità, prima che l’entità della proposta economica, è la creazione di offerte turistiche ricreative di grande valore e diversificate, aspetto che, secondo l’assessore, genera Pil.

Nelle linee guida è infatti prevista una valutazione dell’offerta tecnica non inferiore all’80% mentre l’offerta economica vale 20 punti su 100. Un altro tema centrale è quello della spiaggia libera: “non c’è l’obbligo ma premieremo in termini di punteggio chi ne prevederà una porzione non inferiore al 10% dell’estensione lineare della spiaggia, assicurando alcuni servizi quali, ad esempio, le pulizie e il salvamento. Si tratta di una scelta politica di civiltà e di inclusività a favore di cittadini”. Circa gli eventuali diritti di prelazione sulle concessioni balneari, Callari ha chiarito che saranno riconosciuti solo laddove c’è un prevalente interesse pubblico allo svolgimento dell’attività in spiaggia, come nel caso di servizi rivolti a scuole, assistenza sociale, supporto ai disabili o attività connesse alla salute.

Ultime notizie

Dello stesso autore