29.05.2024 – 13:00 – Potrebbe riaprirsi una strada per l’energia nucleare in Friuli Venezia Giulia. Nei giorni scorsi il Presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, in un’intervista al Gazzettino si è detto favorevole alle realizzazione di “centrali nucleari di ultima generazione” in Regione, parole cui ha fatto eco l’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Scoccimarro, critico sulle attuali tecnologie disponibili ma possibilista verso i “mini-reattori nucleari modulari”. A riaccendere definitivamente l’attenzione verso la questione sono state tuttavia le dichiarazioni del Governatore Massimiliano Fedriga, che ha espresso un parere favorevole sull’energia nucleare di ultima generazione e sul “nucleare del futuro”, un riferimento non univocamente interpretabile considerando che la ricerca in questo campo sta esplorando diverse opzioni e che l’unico rimando esplicito nelle parole di Fedriga è a uno spin off del Massachusetts Institute of Technology per la costruzione di un prototipo di centrale a fusione. Fedriga ha quindi spiegato di aver dato disponibilità al Governo affinché il Friuli Venezia Giulia, che ospita un centro di ricerca come il sincrotrone, diventi un luogo di sperimentazione di queste centrali in un’ottica futura.
Anche Giacomo Mareschi Danieli, Ceo del Gruppo Danieli si è espresso a favore della necessità di proseguire sulla strada dell’energia nucleare in Friuli Venezia Giulia, imprescindibile per ottenere la decarbonizzazione. Il Gruppo sta conducendo ricerche orientate alla realizzazione di piccoli impianti modulari in grado di soddisfare il fabbisogno delle acciaierie. “Se togliessimo il carbone, al momento non basterebbe tutta l’energia rinnovabile del mondo per soddisfare il fabbisogno energetico del mondo dell’acciaio – ha spiegato Mareschi – quindi il nucleare è importantissimo. E anche in Italia, al livello del legislatore si comincia a parlare di questa soluzione, speriamo che tra qualche quinquennio si possa realizzare anche in questo Paese”.
Insomma è opinione sempre più condivisa che il nucleare sia una delle possibili soluzioni per arginare le emissioni di anidride carbonica, assicurando al tempo stesso la soddisfazione delle richieste energetiche. Un tema di cui si è ripreso a discutere da tempo e già affrontato su queste pagine in passato con Enrico Brandmayr, fisico e ricercatore dell’Università di Trieste, che ha chiarito quali siano lo stato dell’arte dell’avanzamento tecnologico, gli standard di sicurezza delle centrali attualmente in attività e le nuove frontiere del settore, come appunto il capitolo dei “reattori nucleari modulari”, che potrebbero essere usati in ambito urbano o per alimentare impianti industriali.


