Sequestrate in due abitazioni 25 monete antiche e due gemme preziose di età romana

04.05.2024 – 10:22 – I Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale di Udine hanno consegnato alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio di Trieste 25 monete romane di epoca imperiale provenienti da un sequestro effettuato presso l’abitazione di una donna residente in provincia di Pordenone. Le indagini sono state avviate dopo il monitoraggio delle vendite online di beni archeologici nel 2023, portando al rinvenimento su un sito specializzato. Le monete sono state analizzate e confermate come beni culturali di proprietà dello Stato da un docente di numismatica del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Udine. Secondo l’esperto le monete sono databili in epoca romana tardo antica-basso imperiale (dal IV al V sec. d. C.) e provenienti da un lungo periodo di giacenza nel terreno, sono pienamente compatibili con analoghi ritrovamenti nel territorio del pordenonese. Al termine delle indagini, considerando la buona fede da parte della donna che ne era venuta in possesso attraverso la sua famiglia, il Gip di Pordenone ha disposto l’archiviazione delle responsabilità penali stabilendo che tutte le monete vengano confiscate a favore dello Stato, con l’assegnazione alla SABAP di Trieste.

Ma non è l’unico sequestro effettuato recentemente dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine, infatti, oltre alle 25 monete sequestrate  sono state consegnate alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio di Trieste, anche 2 antiche gemme preziose sempre di età romana, sequestrate questa volta in un’abitazione a Udine. Le indagini sono state avviate a seguito del monitoraggio delle vendite online di beni culturali di tipo archeologico che i militari dell’Arma hanno eseguito nel corso del 2023 e che hanno portato a individuarle su un sito specializzato nel quale erano state poste in vendita per la somma di 60 euro come base d’asta di partenza. Le gemme sono state analizzate da un’archeologa esperta della Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia che ha stabilito che si tratta precisamente di un diaspro nero, ovvero una pietra preziosa che raffigura la Dea Fortuna con cornucopia ed elementi vegetali, databile tra il II e il III sec. d. C., ed una corniola la cui origine potrebbe essere di età romana, ovvero una copia di età rinascimentale. Entrambe sono beni culturali di tipo archeologico di proprietà dello Stato, la cui vendita non può essere consentita; motivo per il quale è stato operato il sequestro. Anche in questo caso, considerando la buona fede da parte della donna che ne era venuta in possesso attraverso la famiglia di origine, il Gip di Udine ha disposto l’archiviazione delle sue responsabilità penali, prevedendo che entrambe le gemme vengano confiscate a favore dello Stato, con assegnazione alla Soprintendenza Belle Arti, Archeologia e Paesaggio di Trieste.

In tutto il 2023 l’attività di prevenzione e di contrasto alle aggressioni criminali al patrimonio culturale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Udine si è concretizzata nell’esecuzione di 13 sopralluoghi per l’accertamento dello stato di sicurezza di musei, biblioteche e archivi; 58 controlli ad aree archeologiche marine e terrestri, siti UNESCO in primis; 84 verifiche in aree con vincoli paesaggistici e monumentali; 122 controlli ad esercizi commerciali di specifico settore e 14 controlli a mercati e fiere antiquariali.

[c.v.]

Ultime notizie

Dello stesso autore