26.03.2024 – 11.00 – Iniziano a passare dalla teoria alla pratica i fondi erogati dai Bandi a Cascata del Consorzio iNEST (Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito degli investimenti previsti dal PNRR. Il Triveneto ha incassato un sostegno importante, accumulando 1,7 milioni di euro. Per quanto concerne il FVG e Trieste i progetti possono essere riassunti nel minimo comun denominatore del gemello digitale (Digital Twin). Una replica, basata su algoritmi e completa dei dati raccolti nel mondo ‘reale’, di un determinato modello: marino, meteorologico, agricolo, industriale e così via. Il gemello digitale caratterizza l’area di iNEST gestita dalla triestina SISSA. In qualità di leader per i progetti di Spoke 9, la SISSA collabora con progetti incentrati sul gemello digitale tanto nel Triveneto, quanto nel Mezzogiorno: reti energetiche, infrastrutture strategiche (ad esempio, nel caso triestino, l’oleodotto) e applicazioni nautiche. Lo scopo di fondo non è solo concludere il progetto, quanto favorire l’innovazione tecnologica nelle imprese, specie PMI, del territorio interessato.
Uno degli ambiti responsabile di maggiore successo è stato quello delle reti idriche; caratterizzate, specie nel FVG, da un alto numero di perdite che ne inficiano l’efficienza. In questo caso la proposta dei gemelli digitali è stata portata avanti da AquaFinDit e ORION. Nel primo caso si mira a realizzare una replica digitale, basata su modelli fisici e matematici, di un moderno acquedotto, onde individuare prima ancora della costruzione falle, sezioni che potrebbero risultare problematiche e ‘tenuta’ generale del sistema. E se ORION mira a intervenire, tramite analisi predittive di un gemello digitale, sulle strutture già preesistenti, mira a un differente risultato Pinksand, di particolare rilievo essendo sviluppata con AcegasApsAmga. Pinksand mira a creare un digital twin per una sezione della rete idrica del Comune di Trieste. Il gemello dovrebbe consentire, oltre a una migliore organizzazione da parte di Acegas, una riduzione dell’inquinamento dell’impianto.
Dall’acqua alla terra. Il Digital Twin ha anche trovato applicazione con il progetto Farm to Twin to Fork (FtTtF) che mira a un originale uso di questa tecnologia; creare repliche di materia organica – di quella stessa terra e dei suoi prodotti ottenuti con l’agricoltura – onde comprendere come ridurre al minimo gli sprechi e favorire colture di qualità.
Uno dei vantaggi del gemello digitale consiste nella possibilità pratica di effettuare la manutenzione predittiva, cioè intervenire sui ‘punti deboli’ di un sistema dove si prevede, tramite un modello matematico, che si verificheranno problemi. La tubatura che si rompe, l’aggancio che cede, il sostegno che si crepa e così via. Sempre nell’ambito del Triveneto ve ne sono due esempi paradigmatici: Driveline Predictive Maintenance (DPM) mira a ‘predire’ i danni agli scavatori e ai trattori, favorendone per altro la conservazione; Infrastructural Twins for Evolution Monitoring (ITEM) vuole invece intervenire sulle debolezze degli edifici civili. Il pensiero corre a quali vantaggi porterebbe la manutenzione predittiva se applicata alla prevenzione anti sismica.
Numerosissime infine le proposte afferenti all’ambito portuale e/o nautico. Si parte ad esempio con SoLoDTwIN che vuole creare un gemello digitale del porto di Trieste, onde ‘mettere a sistema’ tutti i dati relativi al traffico stradale, marittimo, ferroviario e meteorologico. Un progetto che potrebbe rivelarsi un assist fondamentale a fronte di una delle principali problematiche dello scalo giuliano, ovvero la saturazione dei treni merci.
Il pensiero corre infine allo yacht russo all’ancora a Trieste da ormai diversi anni in relazione all’ultimo progetto, chiamato ‘Mix-Ray‘. Attraverso il digital twin, la realtà virtuale, aumentata e mista la start up vuole creare repliche in scala 1:1 di interi yacht, onde favorirne la vendita al mercato di lusso.
[z.s.]


