Controlli ai confini, quanto sono ‘temporanei’? Cortocircuito tra Italia e Slovenia

08.05.2024 – 10.00 – Si discute, tra Italia e Slovenia, sull’ipotetica estensione dei controlli temporanei ai confini. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nella cornice di un congresso della Svp a Merano, aveva comunicato che l’Italia ha “chiesto di sospendere l’accordo di Schengen con la Slovenia per il rischio di terroristi infiltrati tra i profughi in arrivo dal Medioriente tramite questo Paese”. La dichiarazione, avvenuta il 4 maggio, aveva avuto una notevole risonanza a livello nazionale; eppure proprio due giorni fa, lunedì 6, l’agenzia di stampa della Slovenia STA ha riportato una dichiarazione del Ministero degli Interni di Lubiana secondo cui l’Italia non ha ancora inviato nessuna comunicazione ufficiale sull’estensione dei controlli in atto ai confini. Non è infatti giunto nessunavviso formale che informa la Slovenia della proroga dei controlli di frontiera”. Allo stadio attuale, in assenza di comunicazioni ufficiali, i controlli temporanei dovrebbero rimanere fino al 18 giugno. L’opposizione slovena ha chiesto alla maggioranza del paese di convocare una seduta urgente della commissione parlamentare agli Interni onde discutere della tematica.

Vi è un sostanziale equivoco di fondo sulla questione dei controlli; questi infatti erano stati decisi il 21 ottobre 2023 quale misura anti terroristica, onde limitare il rischio dell’arrivo, dalla frontiera orientale, di frange dell’Isis o in generale di gruppi terroristi di matrice islamica. La causa era connessa allo scoppio del conflitto a Gaza tra Israele e il gruppo radicale islamista di Hamas. La misura temporanea, decisa dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, era stata poi prorogata il 19 gennaio per altri, successivi, 5 mesi.
Tuttavia la misura, nata quale contrasto all’infiltrazione di elementi terroristi, è stata più volte presentata come argine all’immigrazione illegale; nonostante la Rotta Balcanica si muova principalmente tramite tracciati a piedi e solo di rado venga trasportata su camion o auto dagli occasionali passeur. Piantedosi aveva comunicato come, nei primi cinque mesi di controlli, fossero stati rintracciati 2200 stranieri irregolari, 1330 dei quali respinti; 118 invece le persone arrestate, 65 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Erano stati però registrati notevoli disagi per i lavoratori transfrontalieri; a volte, è stato testimoniato, i controlli richiedevano un quarto d’ora di tempo, tra patente, carta di identità e libretto. Disagi erano stati registrati ad esempio dalla minoranza italiana in Slovenia e Croazia (un caso classico i lavoratori del porto di Trieste) e dalla minoranza slovena nella provincia di Trieste.
Occorre però sottolineare come, a propria volta, anche la Slovenia abbia posto sotto controllo i confini con la Croazia e l’Ungheria; preceduta in ciò dall’Austria nei confronti dei propri confini nazionali.
Una situazione pertanto complessa, a propria volta da inquadrare nel quadro dei continui arrivi degli ultimi mesi; dalla primavera-estate man mano che ci si avvicina a maggio e giugno i flussi dell’immigrazione clandestina dalla Rotta Balcanica salgono ogni anno esponenzialmente, portando alla saturazione delle strutture di accoglienza.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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