14.04.2024 – 11.37 – Le ritrovate ambizioni, il maestro dei primordi e soprattutto senza i tatuaggi “incriminati”. Il pugile triestino Michele Broili riprende il filo con il professionismo provando a lasciare alle spalle le ansie e l’ombra di una squalifica durata quasi due anni in seguito alla sentenza di “Danno all’immagine provocata alla federazione pugilistica”. Il suo caso aveva animato le cronache di mezzo mondo, e non solo in campo sportivo. I tatuaggi legati a evocazioni di stampo nazista (come il numero “88”, chiedere anche a Gianluigi Buffon ai tempi del Parma) erano infatti stati notati appena nel 2021 in occasione della vetrina per il titolo italiano dei Superpiuma andato in scena a Trieste tra Broili e Nourdine.
L’italo marocchino si aggiudicò il titolo ai punti ma a mettere ko Michele Broili fu l’eco della “scoperta” dei tatuaggi (in realtà tardiva, dopo ben 17 match e altrettante cerimonie del peso) tema mediatico che causò una polemica destinata a sfociare in indagini federali e alla relativa squalifica di poco meno di due anni.
Broili ora cambia pagina. Dopo l’estemporanea sorta di esibizione a Trieste nell’estate del 2023, è tempo di riprendere il discorso. Il primo passo è stato quello di tornare alle origini e di riaffidarsi al maestro dei primi passi nella boxe, Adriano Krapez, tecnico e anima della società “Pino Culot”: “Le porte della mia palestra per Michele erano sempre aperte – afferma lo stesso Krapez – Dispiace molto cosa sia accaduto ma ora lasciamoci tutto alle spalle e pensiamo solo alla ripresa di una attività pugilistica valida, magari anche in campo internazionale”.
E i tatuaggi? Quelli della polemica sono scomparsi da tempo, coperti da altri simboli come il drago e un castello, come dire la tenacia e la sicurezza, i riferimenti che ora troneggiano sulla pelle del trentenne pugile peso leggero: “Per amore del pugilato ho cancellato i tatuaggi incriminati – sottolinea Michele Broili – ma soprattutto sono tornato da dove ho iniziato, dal maestro che mi ha svezzato e che mi conosce bene. Credo di essere stato al centro di un clamore mediatico eccessivo, non fa niente, ora voglio solo ricominciare e lavorare duramente. Confesso che pensavo di ritirarmi del tutto dopo quei fatti – ammette il pugile – ma la passione e il bel esempio della storia del pugile triestino Chiancone, diventato campione italiano, mi hanno dato coraggio. Penso di valere una seconda possibilità e farò di tutto per averla ”.
Michele Broili al mattino lavora da magazziniere, poi in palestra alla corte di Krapez e altre sedute di tenuta atletica, la corsa soprattutto, altra sua passione. Questo ogni giorno. Il primo obiettivo è il consolidamento del peso forma da peso leggero (60 kg) e l’assalto al ranking della categoria. Nel giugno di quest’anno un probabile ritorno sul ring, forse a Trieste. Il nuovo capitolo è iniziato. Un drago e un castello indicano la strada.
[f.c]


