03.04.2024 – 13:00 – Oggi è possibile avere qualche informazione in più sulle performance del Friuli Venezia Giulia a livello energetico-ambientale. È stata infatti inaugurata da poco una piattaforma che confronta i database specifici delle diverse regioni italiane sotto vari aspetti che impattano sulla sostenibilità. Si tratta di CIRO – Climate Indicators for Italian RegiOns, un progetto realizzato da Italy for Climate – centro studi della Fondazione per lo sviluppo sostenibile ,che promuove un percorso verso la neutralità climatica basato su studi e report con analisi aggiornate e proposte concrete – in collaborazione con Ispra.
Secondo quanto osservato da CIRO, che utilizza 26 indicatori articolati in 8 aree tematiche, il Friuli-Venezia Giulia si distingue a livello nazionale per diverse best practice in termini di sostenibilità ambientale e registra ottime performance nel settore dei trasporti, soprattutto per le auto elettriche e il trasporto pubblico locale. Un’osservazione che conferma il trend registrato nel 2023 secondo cui la domanda di auto elettriche in regione è cresciuta del 10% circa rispetto all’anno precedente.
Le performance del Friuli Venezia Giulia sono eccellenti per quanto riguarda il livello di assorbimento naturale delle emssioni, per il mix energetico (con una penetrazione di rinnovabili superiore rispetto alla media nazionale), per le emissioni agricole, per l’installazione di fonti energetiche rinnovabili (che raggiungono una quota del 21% a fronte di una media nazionale del 18%) e, appunto, nel settore dei trasporti. Il FVG raggiunge infatti una percentuale di auto elettriche sulle nuove immatricolazioni tra le più alte del Paese (4,15%) e un buon numero di passeggeri trasportati dal trasporto pubblico locale. Le note stonate arrivano invece sul fronte emissioni, con una quota pro-capite superiore alla media nazionale in diversi settori, dalla motorizzazione ai consumi degli immobili, così come è elevato il fabbisogno pro capite di energia. È infine preoccupante il numero di eventi estremi in rapporto alla superficie che nel 2022, con 27 eventi ogni 1000 Km quadrati, è stato il più alto d’Italia. Lla quota di popolazione residente in area a rischio alluvione è invece al di sotto della media nazionale.
(p.l.)


