Sanità regionale, pregi e difetti secondo il monitoraggio Agenas

07.03.2024 – 12:00 – Stanno facendo discutere i dati sulla sanità regionale presentati da Domenico Mantoan, direttore generale di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) nella seduta di ieri della III Commissione del Consiglio regionale. Il monitoraggio, che si basa su rilevazioni del 2021, evidenzia un numero di medici e infermieri in Friuli Venezia Giulia lievemente superiore alla media nazionale: oltre 2 medici ogni 1000 abitanti contro una media nazionale di 1,97 e poco meno di 7 infermieri ogni 1000 (media di 5,12). È inoltre elevata anche la spesa pro capite per l’assistenza sanitaria: 2.386 euro per ogni cittadino del Friuli Venezia Giulia, un costo di circa duecento euro superiore rispetto alla media nazionale. È alto anche il costo per l’assistenza specialistica presso erogatori privati, che si aggira intorno ai 54 euro.

Viceversa è al di sotto della media nazionale la spesa pro capite per il privato accreditato, che nel 2022 si è fermata a 48 euro e su cui Agenas raccomanda di investire. Scorrendo pregi e difetti della Sanità regionale, Mantoan ha inoltre segnalato liste d’attesa troppo lunghe, soprattutto per interventi chirurgici in elezione, con circa 8.000 cittadini che nel corso del 2021 si sono recati fuori regione per farsi operare. È invece buona la copertura del bisogno degli anziani non autosufficienti, con circa 8.000 posti garantiti nelle Rsa, mentre risulta persino eccessivo, a fronte della domanda e del calo demografico, il numero dei punti nascita. Eccessivo è anche il numero dei posti letto destinati ai pazienti acuti, a fronte di una carenza di risorse destinate alla riabilitazione e ai lungodegenti, situazione che l’Agenzia invita a correggere con un processo di razionalizzazione da estendere anche ai reparti specialistici di pediatria, alle chirurgie e alle cure oncologiche, numerose ma afflitte da tempi d’attesa troppo dilatati.

I dati sulla Sanità regionale così esposti, senza dettagli di distribuzione sul territorio e suddivisione nelle varie specialità mediche, sono stati criticati da diverse voci di opposizione, secondo cui mancano anche le proposte per emendare i limiti del sistema. L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi individua invece il problema nella frammentazione del sistema, che negli ultimi decenni non è stato capace di evolvere seguendo i cambiamenti economico-sociali. Secondo Riccardi, le inefficienze rilevate da Agenas sono riconducibili alla forte presenza sul territorio, scelta che, seguendo “la mentalità del tutto dappertutto”, ha causato una dispersione dell’offerta incompatibile con l’alta specializzazione. L’assessore trae dal monitoraggio Agenas altre due osservazioni. Il sistema sanitario regionale fatica sempre più nelle risposte meno acute e registra un 75% di accessi inappropriati al pronto soccorso (codici bianchi), problema che può essere attenuato attraverso una responsabilizzazione dell’utenza e una più oculata organizzazione della stessa rete territoriale. Il monitoraggio Agenas ha anche suggerito la necessità di sfruttare maggiormente il privato accreditato, invito criticato dalle opposizioni, poiché la Regione si trova nelle condizioni di finanziare il medesimo servizio in altri territori per cittadini che usufruiscono di prestazioni sanitarie “in trasferta”.

(p.l.)

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