Carolina, nave che ‘cammina a ritroso del vento’. Il primo battello a vapore di Trieste

16.03.2024 – 07.01 – Il successo di un azzardo commerciale apre la strada, nel periodo immediatamente susseguente, a numerosissimi inventori; la nuova idea può viaggiare attraverso confini, nazioni, persino oceani. Questo fu il caso del primo battello a vapore per la navigazione commerciale che, dai lontani Stati Uniti, approdò presto anche nel cuore dell’Europa centrale, in quella Trieste mitteleuropea popolata non a caso da mercanti inglesi e marinai americani.
Correva il 1807 quando il primo pacchebotto della storia lasciò New York il 17 agosto, giungendo ad Albany due giorni dopo, attraverso il fiume Hudson. “Il potere di spinta delle barche a vapore è ora pienamente provato” scrisse l’inventore Robert Fulton. Nel 1815 la sua società annoverava diciassette navi a vapore; nel 1819 nove battelli erano ormai fissi in attività sul fiume Hudson; nel 1840 più di cento.
Trieste, nella prima metà dell’ottocento, annoverava una comunità anglo americana altolocata, costituita da imprenditori di successo, occasionali marinai e i primi macchinisti. La zona d’elezione per molti britannici e statunitensi di successo era il colle di San Vito; ricordiamo, tra le tante ville, la BoraHall del console americano, ma di origini scozzesi George Moore.
In questo contesto si collocò l’azione del capitano e armatore John Allen, un americano di Filadelfia, da tempo divenuto ‘triestino patoco’. Quando l’imperatore Francesco I d’Austria visitò Trieste nel 1816, Allen gli propose la costruzione di un battello a vapore per facilitare i viaggi tra Trieste e Venezia. Un modello commerciale, rivolto alla cittadinanza; un’alternativa all’imprevedibilità della vela.
In realtà il governo austriaco aveva già posto in palio un privilegio esclusivo, rivolto ALLA navigazione commerciale, a chi avesse escogitato un mezzo “per far andare contro la corrente i navigli carichi senza impiegarvi la forza degli animali”.
La richiesta di John Allen venne accolta e la nuova nave, denominata non a caso ‘Carolina‘ in onore dell’imperatrice Carolina Augusta di Baviera, la consorte dell’imperatore Francesco I, venne costruita nel cantiere Panfili, situato nell’area dell’odierna chiesa neo gotica di fede luterana.
Il primo viaggio di prova avvenne, alla presenza di un folto pubblico sulle Rive, il 28 novembre 1818; il secondo e il terzo nei mesi successivi. Infine il 19 dicembre, con trentacinque passeggeri a bordo, salpò verso il porto militare di Pola.
Un viaggio che si svolse, nonostante i cattivi pronostici delle folle sulle Rive, senza intoppi; undici ore controvento. L’anno seguente John Allen inaugurava il primo servizio a vapore Trieste-Venezia.

L’Osservatore Triestino pubblicò un dettagliato resoconto del viaggio: “La curiosità de Triestini fu non ha guari eccitata dall’aspetto di una barca, la quale muovevasi sulla nostra rada in tutte le direzioni camminando anche a ritroso del vento e dei flutti senza l’aiuto delle vele o dè remi.
Questa barca, di elegante struttura, costruita nel nostro Squero Panfili, è divisa in due camere a poppa, ed in un salone a prora: nel mezzo, ma più verso la prora, lo spazio è riserbato per la macchina a vapore, la cui nascosta azione tiene le veci de movimenti ordinari. La caldaia trovasi a destra in sul dinanzi, il cilindro e il volante posti a manca ne fanno contrappeso. L’azione dello stantuffo imprime da entrambe le parti del bastimento, mercé di un braccio a manovella, il moto ad una ruota verticale ad ale assai somigliante a quelle dè molini, cui l’acqua batte al disotto; con quella differenza per l’effetto che molini la corrente dell’acqua fa girare la ruota… qui invece fanno camminare innanzi… la barca medesima. Le ruote sono fatte di latta… Il fumo prodotto dal fuoco ardentissimo che viene mantenuto sotto della caldaia sale per quel grosso tubo cilindrico di ferro battuto che sorgesi mirar sopra la barca in foggia di albero”.

Anche Giuseppe Caprin, ne “I nostri nonni”, non resistette alla tentazione di descrivere il primo battello a vapore: “E spuntò dal bacino Panfili un naviglio scuro, pavesato, tutto fronde, che filava un pennacchio di fumo e che sbatacchiava con le pale rosse delle ruote le onde facendole spumare; il primo pacchebotto a vapore…”

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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