09.02.2024 – 07.01 – Si chiamerà ‘Librarna‘, sulla Strada per Vienna n. 31 all’incrocio con via Basovizza, la nuova libreria di Opicina; iniziativa che rimpiazza il precedente negozio sportivo. L’annuncio di una nuova libreria nella zona è stato accolto con favore; è tra le prime librerie che, invece di essere aperte nel centro città, scelgono Opicina come luogo, con un bacino di mercato rivolto verso l’altopiano carsico. Il poster colorato, dal vago sapore dadaista, sembra promettere uno spazio ‘fresco’, adatto a giovani letture; e onde approfondire i contenuti della libreria, la cui apertura è prevista a marzo 2024, abbiamo intervistato la giovane proprietaria Urška Vidoni.
Perchè scegliere, nel clima attuale, di aprire una libreria? E perché a Opicina/ Opčine?
Era un mio personale progetto, un sogno se vogliamo, da diversi anni. Ho vissuto all’estero per qualche anno, dopo aver completato le Superiori, e mi sono sempre detta che, se mai fossi tornata, avrei voluto aprire una libreria. Sentivo la mancanza di una libreria, qui sull’altipiano; non ve ne è una da Monfalcone fino a Trieste. E questa è stata la ragione per scegliere Opicina; qui nel centro vi sono tanti negozi, un notevole afflusso di persone del quartiere. È stato un sogno che, pian piano, si è concretizzato.
Si tratterà di una libreria specializzata in determinati settori o generica?
Sarà una libreria varia; tanto per adulti, quanto per i bambini; saggistica, romanzi… I libri saranno disponibili tanto in lingua italiana, quanto in lingua slovena.
Avete già pensato se organizzare corsi, presentazioni, conferenze?
Sicuramente presentazioni di libri; il luogo è particolarmente ampio, si adatta a questo genere di eventi. Mi piacerebbe molto fare letture per i bambini e, se ci sarà interesse, perché risulta poco diffuso nel Carso, gruppi di lettura. Vi sono diverse librerie che lo fanno a Trieste con un buon successo.
Quali collegamenti vi saranno con gli autori della letteratura triestina?
Vi sarà uno spazio dedicato agli autori locali, specie delle case editrici triestine; ho già dei contatti in essere, tanto per gli autori triestini, quanto per gli sloveni.
Come definiresti la tua libreria, se volessi presentarla a dei nuovi venuti?
Sicuramente una libreria grande, luminosa, spaziosa. C’è chi preferisce librerie più anguste, più affollate, ma preferisco che sia ariosa. Vi saranno poi appositi spazi per la lettura, con sedie, qualche cuscino per le aree dei bambini; insomma, un luogo di ritrovo, non solo di passaggio.
Quali sono le tue librerie di riferimento, se dovessi scegliere?
Ogni libreria ha le sue, specifiche, caratteristiche; io apprezzo in particolare la Ubik, nel Tergesteo. La divisione per settori degli ambienti, il modo col quale sono organizzati gli spazi… Le librerie indipendenti vengono create in generale ad uso e immagine del libraio; io ho cercato di guardare quanto funzionava nelle librerie all’estero e ne ho fatto tesoro.
Quale ruolo ha giocato la tua precedente esperienza all’estero con la casa editrice britannica Fairlight Books?
Si tratta di una piccola casa indipendente a Oxford; è stata un’esperienza che mi ha permesso di comprendere quanto sia difficile entrare nel mercato quando sei una piccola realtà editoriale. La Fairlight Books era appena nata all’epoca; ciò mi ha influenzato anche nella libreria stessa, dove darò spazio a realtà editoriali meno conosciute, indipendenti, cercando di portarle al lettore.
[Urška Vidoni è nata e cresciuta ad Aurisina vicino a Trieste. Dopo aver finito le Superiori è andata in Inghilterra dove ha studiato editoria e letteratura inglese e ha lavorato per una casa editrice indipendente. Dopo essere tornata a Trieste, ha lavorato alla locale libreria Mondadori]
[z.s.]


