23.02.2024 – 11.00 – La medicina incontra la fisica. Un nuovo studio, coordinato dalla ricercatrice Giuliana Tromba di Elettra Sincrotrone e pubblicato sulla rivista European Respiratory Journal, analizza se e come sia possibile utilizzare i raggi X dell’anello di luce a Basovizza per migliorare le immagini radiologiche di una Tac ospedaliera, facendo emergere dettagli altrimenti troppo piccoli per i mezzi ‘tradizionali’ d’un ospedale. Allo stadio attuale la ricerca ha utilizzato il caso di un polmone animale; se è vero che con le macchine Tac odierne è teoricamente possibile raggiungere un alto livello di dettaglio, ciò comporterebbe un aumento notevole della dose di radiazioni per il paziente. La ricerca però condotta a Elettra Sincrotrone, frutto del lavoro di un gruppo italiano e tedesco, ha scoperto una strada alternativa; è infatti possibile utilizzare la luce di Elettra onde ottenere una visione del tessuto polmonare con risoluzioni effettive di 0,067 millimetri, superiori al dettaglio di 0,5 di un macchinario ospedaliero. La tecnica viene definita del ‘contrasto di fase’. Inoltre, con la luce di Elettra, la quantità di radiazioni è notevolmente più bassa; fino a 3 volte di meno a confronto con una Tac ‘intensiva’, ad alto livello di dettaglio, raramente utilizzata negli ambienti ospedalieri.
Se la ricerca ha utilizzato i polmoni di un maiale e l’attuale linea di luce per la fisica medica Syrmep, si auspica nei prossimi anni di proporre questo genere di studi radiologici anche ai pazienti della sanità triestina, avvantaggiandosi dei potenziamenti previsti per la struttura di Basovizza. Le immagini radiologiche di Elettra consentirebbero infatti di individuare con rapidità la patologia e la vastità del suo male nella zona del corpo esaminata, specie per coloro che soffrono di tumori e fibrosi interstiziali polmonari. Si tratterebbe, va da sé, di casi molto difficili dove gli strumenti radiologici tradizionali si rivelano impotenti o in generale imprecisi.
[z.s.]


